Martedì il dollaro australiano (AUD) ha ridotto le perdite rispetto al dollaro statunitense (USD), dopo essere sceso al livello più debole dal 22 agosto, poiché i timori di una rinascente guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina hanno pesato sul sentiment dati gli stretti legami commerciali dell’Australia con la Cina.

Al momento in cui scriviamo, l’AUD/USD è sceso di circa lo 0,38% nel corso della giornata ed è scambiato vicino a 0,6491, dopo aver recuperato dai minimi intraday intorno a 0,6440, mentre il biglietto verde si indebolisce a causa delle previsioni accomodanti della Federal Reserve (Fed) e dell’escalation delle tensioni commerciali tra Washington e Pechino.

Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha usato un tono equilibrato nel suo discorso alla conferenza della National Association for Business Economics (NABE) di martedì, riconoscendo che il mercato del lavoro si è indebolito “significativamente” da luglio ma avvertendo che l’inflazione è “ancora in salita”. Powell ha osservato che attualmente esistono “rischi al ribasso piuttosto significativi” per l’occupazione, ma ha avvertito che muoversi troppo rapidamente potrebbe lasciare incompiuta la lotta contro l’inflazione.

I mercati restano convinti che la Fed taglierà ulteriormente i tassi di interesse nei prossimi mesi nonostante il tono cauto di Powell. Secondo lo strumento FedWatch del CME, i trader scontano una probabilità del 97% di un altro taglio del tasso di 25 punti base (bps) alla riunione del 29-30 ottobre, seguito da una probabilità del 96% di una mossa simile a dicembre. Alcuni policy maker della Fed hanno inoltre mostrato la volontà di sostenere ulteriori tagli dei tassi per sostenere il mercato del lavoro, rafforzando le aspettative di un moderato allentamento entro la fine dell’anno.

All’inizio della giornata, la Reserve Bank of Australia (RBA) ha pubblicato il verbale della riunione del 30 settembre in cui i politici hanno deciso all’unanimità di mantenere il tasso di interesse di riferimento invariato al 3,60%. Il consiglio ha osservato che l’inflazione dei servizi e del settore immobiliare potrebbe essere più elevata del previsto nel terzo trimestre e ha avvertito che le pressioni interne sui prezzi persisteranno anche se la crescita rallenterà.

I membri hanno osservato che la politica monetaria è “probabilmente ancora un po’ restrittiva” e hanno ribadito che le mosse future rimarranno caute e dipendenti dai dati. La RBA ha anche sottolineato un aumento dei prestiti e dei prezzi immobiliari, suggerendo che i precedenti tagli dei tassi di interesse stanno ancora filtrando attraverso l’economia.

Guardando al futuro, i trader terranno d’occhio i dati dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) e dell’indice dei prezzi alla produzione (PPI) della Cina pubblicati mercoledì, mentre il sentiment globale continuerà a dipendere dagli sviluppi della disputa commerciale USA-Cina e dall’evoluzione della politica monetaria della Fed.

Prezzo in dollari USA oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate oggi. Il dollaro statunitense è stato il più forte rispetto al dollaro australiano.

Dollaro statunitense euro Sterlina inglese Yen giapponese CAD AUD NZD CHF
Dollaro statunitense -0,31% 0,08% -0,32% 0,01% 0,38% 0,15% -0,35%
euro 0,31% 0,38% 0,00% 0,31% 0,74% 0,47% -0,03%
Sterlina inglese -0,08% -0,38% -0,36% -0,06% 0,34% 0,12% -0,41%
Yen giapponese 0,32% 0,00% 0,36% 0,32% 0,66% 0,43% -0,09%
CAD -0,01% -0,31% 0,06% -0,32% 0,41% 0,15% -0,36%
AUD -0,38% -0,74% -0,34% -0,66% -0,41% -0,27% -0,76%
NZD -0,15% -0,47% -0,12% -0,43% -0,15% 0,27% -0,50%
CHF 0,35% 0,03% 0,41% 0,09% 0,36% 0,76% 0,50%

La mappa termica mostra le variazioni percentuali tra le valute più importanti. La valuta di base viene selezionata dalla colonna di sinistra mentre la valuta di quotazione viene selezionata dalla riga superiore. Ad esempio, se selezioni il dollaro USA dalla colonna di sinistra e passi allo yen giapponese lungo la linea orizzontale, la variazione percentuale mostrata nel campo sarà USD (base)/JPY (tasso).

Guardando al futuro, i trader terranno d’occhio i dati dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) e dell’indice dei prezzi alla produzione (PPI) della Cina in uscita mercoledì, mentre il sentiment globale continuerà a dipendere dagli sviluppi della disputa commerciale USA-Cina e dall’evoluzione della posizione politica della Fed.

Collegamento alla fonte