Il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha dichiarato lunedì che rivedrà l’obiettivo di raggiungere un surplus di bilancio di base e darà istruzioni a gennaio.
Citazioni importanti
L’obiettivo del saldo primario statale per l’anno fiscale 2025 non sarà abbandonato, ma sarà rivisto il nuovo obiettivo di bilancio statale per il futuro, che terrà conto della situazione fiscale su diversi anni.
Il governo deve ripristinare la fiducia del mercato nelle finanze del Giappone, ma è necessario anche un aumento degli investimenti per sostenere la crescita economica.
Rivedere l’obiettivo di raggiungere un surplus di bilancio di base e impartire istruzioni a gennaio.
Una riduzione dell’imposta sulle vendite non è esclusa come opzione per il futuro, ma mettere insieme un pacchetto di misure per attenuare l’impatto dell’aumento del costo della vita è una priorità assoluta
Cambiare l’aliquota IVA richiederebbe tempo, quindi la decisione in tal senso dovrebbe tenere conto dei livelli salariali e di inflazione in quel momento
Reazione del mercato
Al momento in cui scriviamo, la coppia USD/JPY è in ribasso dello 0,26% a 153,82.
Domande frequenti sulla Banca del Giappone
La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese che stabilisce la politica monetaria del paese. La sua missione è emettere banconote ed effettuare controlli monetari e monetari per garantire la stabilità dei prezzi, il che significa un obiettivo di inflazione di circa il 2%.
La Banca del Giappone ha introdotto una politica monetaria estremamente espansiva nel 2013 per stimolare l’economia e aumentare l’inflazione in un contesto di bassa inflazione. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ovvero sulla stampa di banconote per acquistare attività come obbligazioni governative o societarie per fornire liquidità. Nel 2016, la banca ha raddoppiato la sua strategia e allentato ulteriormente le sue politiche, introducendo prima tassi di interesse negativi e poi controllando direttamente il rendimento dei suoi titoli di stato a 10 anni. Nel marzo 2024, la BoJ ha alzato i tassi di interesse, invertendo di fatto la sua politica monetaria estremamente accomodante.
Le massicce misure di stimolo della banca hanno portato ad una svalutazione dello yen rispetto ai suoi principali partner valutari. Questo processo si è intensificato nel 2022 e nel 2023 a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali, che hanno optato per un forte aumento dei tassi di interesse per combattere decenni di inflazione. Le politiche della BoJ hanno portato ad un ampliamento del differenziale con le altre valute e hanno depresso il valore dello yen. Questa tendenza è stata parzialmente invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare la sua posizione politica ultra-espansiva.
L’indebolimento dello yen e l’aumento dei prezzi globali dell’energia hanno portato ad un aumento dell’inflazione giapponese, che ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ. A questo movimento ha contribuito anche la prospettiva di un aumento dei salari nel paese, un fattore chiave per l’inflazione.















