La coppia AUD/JPY sale intorno a 100,90 durante la prima sessione europea di mercoledì. La Banca del Giappone (BoJ) si è mostrata riluttante a impegnarsi in ulteriori aumenti dei tassi di interesse poiché il primo ministro giapponese Sanae Takaichi era favorevole allo stimolo. Ciò, a sua volta, potrebbe indebolire lo yen giapponese (JPY) rispetto al dollaro australiano (AUD). Tuttavia, gli interventi verbali delle autorità giapponesi potrebbero limitare la tendenza al ribasso dello JPY a breve termine.
Tecnicamente, l’AUD/JPY mantiene un sentimento rialzista a lungo termine poiché il cross è ben supportato al di sopra della media mobile esponenziale (EMA) a 100 giorni sul grafico giornaliero. Lo slancio rialzista è supportato dal Relative Strength Index (RSI) a 14 giorni, che è sopra la linea mediana a 59,95. Ciò suggerisce che il percorso di minor resistenza è quello alto.
Sul lato positivo, la prima barriera al rialzo per il cross appare a 101,03, il massimo del 31 ottobre. Un trading sostenuto al di sopra del livello menzionato potrebbe portare ad un’impennata fino al limite superiore della banda di Bollinger a 101,80. Il prossimo ostacolo da tenere d’occhio è 102,30, il massimo dell’8 novembre 2024.
D’altra parte, il livello di supporto iniziale per AUD/JPY si trova al livello psicologico di 100,00. Ulteriori candele ribassiste al di sotto del livello menzionato potrebbero riportare la croce verso 98,97, il minimo del 7 novembre. Più a sud, il livello competitivo chiave da riconoscere si trova nella zona 97,65-97,60, che è il limite inferiore della banda di Bollinger e dell’EMA a 100 giorni.
Grafico giornaliero AUD/JPY
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.















