Lunedì la coppia AUD/JPY sta perdendo terreno intorno a 100,85 durante la prima sessione europea. Il potenziale ribasso del cross potrebbe essere limitato poiché i dati sull’occupazione australiana più forti del previsto hanno rafforzato le aspettative di un atteggiamento cauto da parte della Reserve Bank of Australia (RBA).
Inoltre, lunedì il Cabinet Office giapponese ha mostrato che l’economia giapponese si è contratta dell’1,8% su base annua nel terzo trimestre (Q3) del 2025, la prima contrazione in sei trimestri. Il rapporto ha ridotto le aspettative del mercato per un rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone (BoJ) a dicembre, pesando sullo yen giapponese (JPY) e fornendo un vento favorevole alla coppia di valute.
Tecnicamente, l’AUD/JPY mantiene un sentimento rialzista a lungo termine poiché il cross è ben supportato al di sopra della media mobile esponenziale (EMA) a 100 giorni sul grafico giornaliero. Lo slancio rialzista è rafforzato dal Relative Strength Index (RSI) a 14 giorni, che è sopra la linea mediana a 58,10. Ciò suggerisce che il percorso di minor resistenza è quello alto.
Il lato positivo è che la principale barriera al rialzo per il cross è a 101,75, il limite superiore della banda di Bollinger. Se le negoziazioni continuano al di sopra del livello menzionato, potrebbe esserci un’impennata fino a 102,30, il massimo dell’8 novembre 2024. Il prossimo ostacolo da tenere d’occhio è 103,48, il massimo del 26 aprile 2024.
D’altro canto, il livello psicologico di 100,00 funge da importante livello di supporto per l’AUD/JPY. Ulteriori candele ribassiste al di sotto del livello menzionato potrebbero riportare la croce verso 98,97, il minimo del 7 novembre. Più a sud, il livello di conflitto successivo è a 98,60, il limite inferiore della banda di Bollinger.
Grafico giornaliero AUD/JPY
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.















