Martedì la coppia AUD/JPY sta attirando venditori per la seconda sessione consecutiva, continuando a ritirarsi dal picco di un anno intorno alla regione di 101,80 toccato la scorsa settimana. La tendenza al ribasso è alimentata da una combinazione di fattori e sta avvicinando i prezzi spot alla soglia psicologica di 100,00 o al minimo di una settimana durante la sessione asiatica.

I verbali della riunione di novembre della Reserve Bank of Australia (RBA) hanno mostrato che i politici stanno diventando sempre più cauti riguardo ai futuri tagli dei tassi di interesse in un contesto di inflazione persistente e segnali di resilienza nel mercato del lavoro. Tuttavia, la RBA ha affermato che un ulteriore allentamento monetario sarebbe ancora possibile nel caso in cui la crescita si indebolisse. Ciò, a sua volta, sta indebolendo il dollaro australiano (AUD), che, insieme all’emergere di alcuni acquisti sullo yen giapponese (JPY), sta esercitando una pressione al ribasso sulla coppia AUD/JPY.

Il recente calo dello JPY ha provocato un intervento verbale da parte del Ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama, che ha affermato che siamo allarmati dai recenti movimenti unilaterali e rapidi nel mercato dei cambi. Ciò, unito alla prevalente avversione al rischio, favorisce il relativo status di rifugio sicuro dello JPY rispetto all’AUD percepito come più rischioso e contribuisce al declino della coppia AUD/JPY. Tuttavia, l’incertezza sul percorso restrittivo della Banca del Giappone (BoJ) potrebbe limitare il potenziale di rialzo dello JPY.

Nikkei Asia ha riferito lunedì scorso che il primo ministro giapponese Sanae Takaichi avvierà questa settimana i colloqui sulla riforma fiscale, con l’obiettivo di tagliare alcune tasse per stimolare investimenti e consumi. Ciò aumenta le preoccupazioni sulla posizione fiscale a lungo termine del governo. Inoltre, i deboli dati sul PIL del terzo trimestre del Giappone pubblicati lunedì potrebbero esercitare ulteriore pressione sulla BoJ affinché ritardi un rialzo dei tassi. Ciò potrebbe dissuadere i rialzisti dello JPY dal piazzare scommesse aggressive e contribuire a limitare le perdite maggiori sulla coppia AUD/JPY.

Domande frequenti sulla RBA

La Reserve Bank of Australia (RBA) fissa i tassi di interesse e gestisce la politica monetaria per l’Australia. Le decisioni vengono prese dal Consiglio dei governatori in undici riunioni all’anno e in riunioni di emergenza ad hoc quando necessario. Il mandato principale della RBA è quello di mantenere la stabilità dei prezzi, il che significa un tasso di inflazione del 2-3%, ma anche di “contribuire alla stabilità valutaria, alla piena occupazione, alla prosperità economica e al benessere del popolo australiano”. Lo strumento principale per raggiungere questo obiettivo è aumentare o abbassare i tassi di interesse. Tassi di interesse relativamente elevati rafforzeranno il dollaro australiano (AUD) e viceversa. Altri strumenti della RBA includono l’allentamento e l’inasprimento quantitativo.

Mentre l’inflazione è sempre stata tradizionalmente vista come un fattore negativo per le valute in quanto abbassa il valore del denaro in generale, nei tempi moderni con l’allentamento dei controlli sui capitali transfrontalieri è in realtà vero il contrario. Un’inflazione moderatamente più elevata tende ora a portare le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse, il che a sua volta attira maggiori afflussi di capitale da parte degli investitori globali che cercano un luogo redditizio in cui depositare i propri soldi. Ciò aumenta la domanda per la valuta locale, nel caso dell’Australia il dollaro australiano.

I dati macroeconomici misurano la salute di un’economia e possono influenzare il valore della sua valuta. Gli investitori preferiscono investire il proprio capitale in economie sicure e in crescita piuttosto che in economie precarie e in contrazione. Maggiori afflussi di capitali aumentano la domanda aggregata e il valore della valuta nazionale. Indicatori classici come il PIL, i PMI manifatturieri e dei servizi, i sondaggi sull’occupazione e sulla fiducia dei consumatori possono influenzare l’AUD. Un’economia forte potrebbe incoraggiare la Reserve Bank of Australia ad aumentare i tassi di interesse, il che sosterrebbe anche l’AUD.

L’allentamento quantitativo (QE) è uno strumento utilizzato in situazioni estreme quando una riduzione dei tassi di interesse non è sufficiente per ripristinare il flusso di credito nell’economia. Il QE è il processo attraverso il quale la Reserve Bank of Australia (RBA) stampa dollari australiani (AUD) per acquistare asset – solitamente titoli di stato o obbligazioni societarie – da istituzioni finanziarie, fornendo loro la liquidità tanto necessaria. Il QE di solito porta a un AUD più debole.

L’inasprimento quantitativo (QT) è l’opposto del QE. Viene effettuato dopo l’allentamento quantitativo, quando è in corso una ripresa economica e l’inflazione comincia a salire. Mentre la Reserve Bank of Australia (RBA) acquista titoli di Stato e obbligazioni societarie dalle istituzioni finanziarie nella fase di QE per fornire loro liquidità, nella fase QT la RBA smette di acquistare ulteriori asset e non reinveste più il capitale dovuto nelle obbligazioni che già detiene. Sarebbe positivo (o rialzista) per il dollaro australiano.

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