Il dollaro statunitense (USD) ha rafforzato la ripresa in corso, raggiungendo nuovi massimi plurigiornalieri e superando la critica media mobile a 200 giorni, nonostante il calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA e la crescente cautela in vista della pubblicazione di giovedì dei dati sui salari non agricoli (NFP).
Questo è quello che potrete vedere giovedì 20 novembre:
Mercoledì l’indice del dollaro statunitense (DXY) ha registrato il suo quarto giorno consecutivo di guadagni, superando l’ostacolo psicologico di 100,00 mentre i partecipanti al mercato valutavano gli ultimi verbali del FOMC e si preparavano per l’imminente rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti. Le buste paga non agricole di ottobre saranno al centro dell’attenzione, supportate dall’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia, dalle vendite di case esistenti e dai discorsi della Fed su Hammack e Cook.
La coppia EUR/USD ha continuato a perdere slancio ed è scesa ai minimi plurigiornalieri nell’intervallo 1,1540-1,1530 a causa della persistente avversione al rischio. I prezzi alla produzione tedeschi sono in aumento, seguiti dalla produzione edilizia nell’UEM e dall’indicatore flash della fiducia dei consumatori. Inoltre, si prevede che il libro della BCE parli.
La coppia GBP/USD è stata sottoposta ad un’ulteriore pressione al ribasso, rompendo sotto il supporto chiave a 1,3100 e toccando i minimi di due settimane dopo che i dati più deboli sull’indice dei prezzi al consumo del Regno Unito a dicembre hanno aperto la porta a un ulteriore allentamento da parte della BoE. Successivamente nel Regno Unito ci sono i CBI Industrial Trends Orders
Il forte rialzo del tasso USD/JPY è stato inarrestabile e questa volta ha chiaramente superato la soglia di 156,00 per la prima volta dalla fine di gennaio. Sono attesi i dati settimanali sugli investimenti obbligazionari esteri, seguiti dal discorso di Koeda della BoJ.
L’AUD/USD ha resistito bene al suo movimento discontinuo, invertendo il trend rialzista di martedì e continuando il suo declino fino a livelli ben al di sotto del supporto di 0,6500 mercoledì. I discorsi di Connolly e Hunter della RBA saranno gli unici eventi a Oz in un calendario altrimenti vuoto.
Per quanto riguarda le banche centrali, nella riunione di giovedì si prevede che la PBoC lascerà invariati i tassi di prestito prime a un anno e a cinque anni (LPR) rispettivamente al 3,00% e al 3,50%. Nel frattempo, il cambio USD/CNH è in rialzo per il quarto giorno consecutivo, riacquistando slancio e superando 7,1200 dopo aver toccato un minimo mensile di 7,0900 la scorsa settimana.
Mercoledì i prezzi del WTI di qualità americana sono scesi bruscamente, scendendo sotto i 59,00 dollari al barile a causa dei timori di un eccesso di offerta, anche se le tensioni geopolitiche sul fronte russo-ucraino sembrano aver mitigato il calo per ora.
Martedì i prezzi dell’oro hanno continuato il loro rally, superando i 4.100 dollari l’oncia, mentre i rendimenti dei titoli del Tesoro USA si sono contratti e il dollaro USA si è rafforzato nonostante ulteriori guadagni. I prezzi dell’argento hanno seguito questa tendenza e hanno rotto i 52,00 dollari l’oncia per raggiungere nuovi massimi di tre giorni.















