Giovedì il dollaro neozelandese (NZD) ha ridotto i guadagni iniziali rispetto al dollaro statunitense (USD), poiché le aspettative quasi certe di un ulteriore taglio dei tassi da parte della Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) hanno mantenuto il Kiwi sotto pressione. Al momento in cui scriviamo, la coppia NZD/USD viene scambiata intorno a 0,5593, in calo dopo un breve e volatile aumento a 0,5639 in risposta immediata alla pubblicazione ritardata dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti.

All’inizio della giornata, i mercati hanno ricevuto i primi dati ufficiali sull’occupazione negli Stati Uniti da settimane, a seguito dei ritardi causati dallo shutdown governativo. L’occupazione non agricola (NFP) è aumentata di 119.000 unità a settembre, ben al di sopra delle previsioni di 50.000, mentre agosto è stato rivisto al ribasso per mostrare un calo di 4.000 invece dell’aumento originariamente riportato di 22.000. Il tasso di disoccupazione è salito al 4,4%, leggermente al di sopra delle aspettative del 4,3%.

Inoltre, il tasso di partecipazione alla forza lavoro è leggermente migliorato, passando dal 62,3 al 62,4%. La crescita salariale è stata più debole del previsto: i salari orari medi sono aumentati dello 0,2% su base mensile rispetto allo 0,3% stimato, mentre la crescita annuale dei salari è stata del 3,8% su base annua, leggermente superiore al 3,7% previsto. Il monte ore medio settimanale è rimasto stabile a 34,2.

I dati contrastanti sul mercato del lavoro hanno fatto ben poco per modificare le aspettative sulle prospettive politiche della Federal Reserve (Fed). I mercati avevano già ridimensionato le loro scommesse sui tagli dei tassi dopo che i funzionari della Fed avevano rilasciato una serie di commenti cauti avvertendo che un altro taglio dei tassi a dicembre avrebbe potuto rischiare un nuovo aumento delle pressioni inflazionistiche. Alcuni politici hanno riconosciuto che il mercato del lavoro si stava raffreddando, ma hanno sottolineato che è rimasto resiliente, rafforzando la necessità di un approccio cauto e misurato all’allentamento.

In Nuova Zelanda, i mercati attendono la riunione politica della Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) la prossima settimana, con un altro taglio dei tassi già pienamente scontato. I trader si aspettano ampiamente che la banca centrale attui un altro round di allentamento dopo il taglio a sorpresa di 50 punti base di ottobre, con l’allentamento delle aspettative di inflazione, la debole fiducia delle imprese e la contenuta domanda interna che sostengono tutti i tassi di interesse più bassi.

Guardando al futuro, gli operatori terranno d’occhio i dati commerciali della Nuova Zelanda di ottobre, previsti venerdì, comprese le esportazioni, le importazioni e i dati sulla bilancia commerciale mensile e annuale. Negli Stati Uniti, per novembre l’attenzione si concentrerà sull’indice S&P Global Flash Purchasing Managers (PMI), seguito dall’indice della fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan e dalle relative misure relative alle aspettative di inflazione.

Indicatore economico

Bilancia commerciale NZD (anno su anno)

Bilancia commerciale pubblicata da Statistiche Nuova Zelandaè la differenza tra il valore delle esportazioni e delle importazioni di un paese su un periodo di un anno. Un saldo positivo significa che le esportazioni superano le importazioni, un saldo negativo significa il contrario. Una bilancia commerciale positiva mostra l’elevata competitività dell’economia del paese.


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Prossima uscita:
Gio 20 novembre 2025, 21:45

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Mensile

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-2,25 miliardi di dollari

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Statistiche Nuova Zelanda

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