La sterlina sta cancellando le perdite precedenti e sta tornando al livello medio di 205,00 dopo essere crollata bruscamente ai minimi di sessione di 204,80 all’inizio della giornata. Lo yen ha registrato un rimbalzo generale dopo che il ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama si è lamentato della debolezza indesiderata dello yen.
Katayama ha ribadito in una conferenza stampa venerdì che le autorità giapponesi sono allarmate dai “recenti movimenti unilaterali e bruschi nel mercato dei cambi” e che sono pronte a prendere “misure adeguate” contro l’eccessiva volatilità, in quello che è stato visto come un chiaro avvertimento contro l’intervento.
Lo yen è stato venduto all’inizio della settimana, con la coppia GBP/JPY che ha guadagnato più dell’1% negli ultimi quattro giorni. La notizia che il primo ministro Takaichi stava svelando un pacchetto di stimoli da 21,3 trilioni di yen (135,40 miliardi di dollari) per aiutare le famiglie a far fronte alle crescenti pressioni inflazionistiche ha aumentato i timori di una crisi finanziaria e ha innescato un’operazione di “vendita del Giappone”.
Nel frattempo, i dati giapponesi pubblicati giovedì hanno mostrato che i prezzi al consumo sono saliti al massimo di tre mesi ad un tasso annuo del 3,0% in ottobre, rispetto al 2,9% di settembre. I dati mantengono vive le speranze di un rialzo dei tassi a dicembre da parte della BoJ, nonostante le pressioni del governo per mantenere politiche espansive, e hanno fornito ulteriore sostegno allo yen.
Nel Regno Unito, i recenti dati macroeconomici non sono stati particolarmente favorevoli. Le vendite al dettaglio sono scese dell’1,1% a ottobre, contro le aspettative di un dato piatto e dopo un aumento dello 0,7% a settembre. Il mercato è ora in attesa dei dati PMI preliminari per novembre che, salvo sorprese positive, difficilmente soddisferanno gli investitori.
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.















