Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.
- Il dollaro USA si è ripreso contro lo yen più debole, toccando un massimo di sessione sopra 156,90.
- Le preoccupazioni sulla generosità fiscale del governo giapponese continuano a pesare sullo yen.
- Le crescenti speranze di tagli dei tassi da parte della Fed stanno impedendo al dollaro USA di salire ulteriormente
Il dollaro USA ha recuperato parte delle perdite di venerdì e a mezzogiorno in Europa viene scambiato a 155,85, in rialzo rispetto al minimo di venerdì di 156,20. La positiva propensione al rischio e le persistenti preoccupazioni per le politiche espansive del Primo Ministro giapponese Takaichi continuano a pesare sullo yen, che si è deprezzato di circa il 7% dall’inizio di ottobre.
La notizia che venerdì il governo giapponese ha approvato un pacchetto di stimoli da 21mila miliardi di yen (135 miliardi di dollari) ha rinnovato i timori sulle finanze pubbliche del paese, già tese.
Tuttavia, la coppia è scesa venerdì dopo che il Ministro delle Finanze giapponese Takayama ha ribadito le sue preoccupazioni circa l’eccessiva volatilità e le mosse speculative nei mercati dei cambi e ha avvertito che le autorità giapponesi prenderanno “misure appropriate”, la minaccia di intervento più evidente finora quest’anno.
La BoJ potrebbe intervenire per frenare la debolezza dello yen
Gli investitori continuano a vendere lo yen lunedì, sperando che la Banca del Giappone aspetterà fino alla fine della settimana per intervenire sui mercati dei cambi. In genere, la banca centrale interviene in periodi di scarsa liquidità del mercato per massimizzare l’impatto delle sue azioni, e questa settimana il Ringraziamento negli Stati Uniti rappresenta una grande opportunità.
Il dollaro USA, d’altro canto, rimane debole a causa di una combinazione di rinnovate speranze di allentamento monetario da parte della Federal Reserve e di miglioramento del sentiment del mercato.
Venerdì il presidente della Fed di New York John Williams ha rafforzato l’ottimismo degli investitori, confermando che la banca centrale ha margine per allentare ulteriormente la politica monetaria senza mettere a repentaglio i suoi obiettivi di inflazione, spingendo gli investitori ad aumentare le aspettative di un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base a dicembre. Venerdì i commenti hanno aggiunto pressione sul dollaro USA.















