Lunedì il dollaro canadese (CAD) viene scambiato in ribasso rispetto al dollaro statunitense (USD), poiché il biglietto verde rimane stabile nonostante le aspettative di un aumento del taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed). Al momento in cui scriviamo, il cambio USD/CAD viene scambiato intorno a 1,4112 e si aggira vicino ai massimi di oltre due settimane dopo il rialzo della scorsa settimana.

Le aspettative di un taglio dei tassi a dicembre continuano a crescere dopo che i funzionari della Fed hanno espresso commenti più accomodanti. Lunedì il governatore della Fed Christopher Waller ha dichiarato a Fox Business che la sua principale preoccupazione è l’indebolimento del mercato del lavoro, sottolineando che l’inflazione “non è un grosso problema” data la recente debolezza dell’occupazione. Ha aggiunto che i dati sulle buste paga di settembre saranno probabilmente rivisti al ribasso e che la concentrazione delle assunzioni “non è un buon segno”, segnalando che è favorevole a un taglio dei tassi nel prossimo futuro.

La settimana scorsa, il presidente della Fed di New York, John Williams, ha espresso un sentimento simile, affermando che l’attuale quadro di politica monetaria rimane “moderatamente restrittivo” e che c’è ancora spazio per ulteriori aggiustamenti per avvicinare i tassi di interesse alla neutralità. I suoi commenti hanno riacceso le scommesse sul taglio dei tassi dopo un periodo di calante convinzione e hanno spinto i mercati a rivalutare le aspettative in modo più aggressivo.

Secondo lo strumento FedWatch del CME, i mercati scontano una probabilità del 78% di un taglio del tasso di 25 punti base (bps) a dicembre, significativamente più alto rispetto alla settimana scorsa, quando era al 30%.

Tuttavia, permane l’incertezza poiché molti altri funzionari della Fed mantengono un tono più cauto, avvertendo che l’inflazione continua a progredire in modo disomogeneo e che potrebbe essere prematuro rallentare nuovamente a dicembre. Inoltre, la mancanza di dati in arrivo ha aumentato l’ambiguità.

Il Bureau of Labor Statistics ha confermato la scorsa settimana che l’indice dei prezzi al consumo (CPI) di ottobre è stato cancellato, mentre il rapporto sull’occupazione di ottobre sarà ora pubblicato a metà dicembre insieme ai numeri di novembre. Anche l’indice dei prezzi al consumo per novembre è stato spostato nella stessa finestra. Tutti questi comunicati arrivano dopo la riunione del FOMC del 9-10 dicembre, lasciando alla Fed poche informazioni aggiornate sull’inflazione o sulle condizioni del lavoro prima della sua decisione politica.

Prezzo in dollari USA oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate oggi. Il dollaro americano è stato il più forte contro lo yen giapponese.

Dollaro statunitense euro Sterlina inglese Yen giapponese CAD AUD NZD CHF
Dollaro statunitense -0,01% 0,14% 0,49% 0,14% 0,10% 0,21% 0,10%
euro 0,01% 0,15% 0,49% 0,19% 0,10% 0,22% 0,11%
Sterlina inglese -0,14% -0,15% 0,33% 0,00% -0,05% 0,06% -0,04%
Yen giapponese -0,49% -0,49% -0,33% -0,32% -0,36% -0,25% -0,35%
CAD -0,14% -0,19% -0,01% 0,32% -0,05% 0,06% -0,04%
AUD -0,10% -0,10% 0,05% 0,36% 0,05% 0,11% 0,00%
NZD -0,21% -0,22% -0,06% 0,25% -0,06% -0,11% -0,10%
CHF -0,10% -0,11% 0,04% 0,35% 0,04% -0,00% 0,10%

La mappa termica mostra le variazioni percentuali tra le valute più importanti. La valuta di base viene selezionata dalla colonna di sinistra mentre la valuta di quotazione viene selezionata dalla riga superiore. Ad esempio, se selezioni il dollaro USA dalla colonna di sinistra e passi allo yen giapponese lungo la linea orizzontale, la variazione percentuale mostrata nel campo sarà USD (base)/JPY (tasso).

Guardando al futuro, i trader terranno d’occhio i dati ritardati dell’indice dei prezzi alla produzione degli Stati Uniti (PPI) per settembre, nonché i dati sulle vendite al dettaglio attesi per martedì. Dal lato canadese, il calendario economico rimane leggero fino a venerdì, quando è prevista la pubblicazione dei dati sul prodotto interno lordo (PIL) di settembre e sul PIL del terzo trimestre.

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