Martedì il Dow Jones Industrial Average (DJIA) è salito di oltre 550 punti, riprendendosi da un primo periodo di volatilità mentre gli investitori sopportavano titoli contrastanti. I mercati hanno finalmente registrato un trend rialzista durante una settimana di scambi ridotta alle festività, ma i principali titoli tecnologici continuano a trascinare al ribasso il segmento AI che sta guidando il rally.
Martedì, la favorita del rally della tecnologia AI, Nvidia (NVDA), è scesa del 4%, subendo un nuovo colpo ed estendendo il suo calo al 14% dai massimi record superiori a 205 dollari per azione. Secondo i rapporti di mercato, Meta Platforms (META), ritardatario del partito AI e società madre di Facebook, sta esplorando le sue opzioni per investire nell’acquisizione dei chipset incentrati sull’intelligenza artificiale della società madre Google, Alphabet (GOOG).
A meno che non si sia troppo preoccupati per le aspettative ottimistiche sugli utili guidate dall’intelligenza artificiale, i mercati rimangono dipendenti esclusivamente dalla probabilità che la Federal Reserve (Fed) tagli nuovamente i tassi di interesse. I mercati dei tassi stanno ora scontando una probabilità superiore all’82% di un taglio dei tassi di un quarto di punto il 10 dicembre, dopo che diversi funzionari chiave della Fed hanno suggerito che potrebbero essere più aperti a movimenti immediati dei tassi di interesse di quanto precedentemente previsto.
Il buono, il brutto e ciò che non è importante
I parametri di inflazione dell’indice dei prezzi alla produzione (PPI) degli Stati Uniti sono scesi a settembre, con il PPI core sceso al 2,6% su base annua, rispetto al 2,9% leggermente rivisto del periodo precedente. Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate dello 0,2% a settembre. La figura mostra che l’attività al dettaglio negli Stati Uniti è in aumento, anche se leggermente meno del previsto.
Tuttavia, i titoli “vendite al dettaglio” da soli dipingono un quadro diverso rispetto alle vendite al dettaglio da una prospettiva più ampia. I dati sulle vendite al dettaglio principali non sono adeguati all’inflazione; Tenendo conto degli adeguamenti all’inflazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI), le vendite al dettaglio reali hanno mostrato un leggero calo a settembre poiché i consumatori sono alle prese con una situazione economica sempre più difficile.
Secondo l’ultimo indice sulla fiducia dei consumatori del Conference Board (CB), le aspettative aggregate dei consumatori e le prospettive macroeconomiche sono peggiorate a novembre, scendendo di 6,8 punti a 88,7, il valore più basso dell’indicatore da aprile. I mercati in generale si aspettavano un aumento a 93,2.
Previsioni dei prezzi Dow Jones
Sul grafico giornaliero, DJIA viene scambiato a 47.007,20. Il prezzo rimane al di sopra dell’EMA a 50 giorni a 46.546,28 e ben al di sopra dell’EMA a 200 giorni a 44.605,18, mantenendo un tono rialzista. L’EMA a 50 giorni si è stabilizzata dopo un leggero calo, mentre l’EMA a 200 giorni continua a salire. L’RSI a 52,56 è neutrale, in leggero aumento e segnalando un leggero miglioramento del momentum.
Il valore stocastico di 20,67 è risalito dopo essere stato fortemente ipervenduto, indicando l’inizio di una ripresa a breve termine. La linea di tendenza discendente a 48.419,01 limita l’avanzamento, con resistenza vista a 47.925,93. Una chiusura al di sopra di questa barriera aprirebbe la strada verso 48.419,01, mentre un mancato superamento potrebbe mantenere il prezzo sotto controllo e portare a cali verso l’EMA a 50 giorni.
Grafico giornaliero del Dow Jones
Domande frequenti sul Dow Jones
Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi del mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L’indice è ponderato in base al prezzo e non alla capitalizzazione. Si calcola sommando i prezzi dei singoli titoli e dividendoli per un fattore, che attualmente è 0,152. L’indice è stato fondato da Charles Dow, fondatore anche del Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per non essere sufficientemente rappresentativo, poiché riflette solo 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l’S&P 500.
Molti fattori diversi determinano il Dow Jones Industrial Average (DJIA). La performance complessiva di ciascuna società, divulgata nelle relazioni trimestrali sugli utili delle società, è la più importante. Anche i dati macroeconomici statunitensi e globali contribuiscono poiché influiscono sul sentiment degli investitori. Anche il livello dei tassi di interesse fissati dalla Federal Reserve (Fed) influenza il DJIA perché influisce sul costo del denaro, sul quale molte aziende fanno molto affidamento. Pertanto, l’inflazione può essere un fattore importante, oltre ad altri parametri che influenzano le decisioni della Fed.
La Teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per identificare il trend primario del mercato azionario. Un passo importante è confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) e del Dow Jones Transportation Average (DJTA) e monitorare solo le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. Il volume è un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi di analisi picco-valle. La teoria di Dow presuppone tre fasi di tendenza: accumulazione, quando il denaro intelligente inizia a comprare o vendere; partecipazione pubblica, quando partecipa il grande pubblico; e distribuzione quando il denaro intelligente scompare.
Esistono diversi modi per commerciare con il DJIA. Uno è quello di utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo invece di dover acquistare azioni di tutte le 30 società coinvolte. Un esempio lampante è l’ETF SPDR Dow Jones Industrial Average (DIA). I contratti futures DJIA consentono ai trader di speculare sul valore futuro dell’indice e le opzioni danno il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’indice in futuro a un prezzo predeterminato. I fondi comuni di investimento consentono agli investitori di acquistare una parte di un portafoglio diversificato di azioni DJIA, fornendo esposizione all’indice complessivo.















