Giovedì la coppia GBP/JPY rimane stabile a 207,00, dopo aver toccato un nuovo massimo annuale il giorno precedente, con il sentiment che pende a favore della sterlina britannica (GBP) in seguito al bilancio autunnale del Regno Unito.

Nel frattempo, lo yen giapponese (JPY) rimane sotto una pressione sostenuta su tutta la linea poiché i trader si concentrano sulle crescenti preoccupazioni fiscali in Giappone e sull’incertezza sui tempi del prossimo rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca del Giappone, lasciando il contesto più ampio a sostegno della sterlina rispetto allo yen.

Da un punto di vista tecnico, la coppia viene scambiata ben al di sopra delle medie mobili a breve, medio e lungo termine. Il livello psicologico di 205,00, vicino al minimo settimanale, funge da primo piano, seguito dalla media mobile semplice (SMA) a 21 giorni a 203,70, che rappresenta il primo livello di supporto dinamico.

Gli indicatori di momentum rimangono in linea con gli acquirenti. L’indicatore Moving Average Convergence Divergence (MACD) mostra che la linea MACD rimane al di sopra della linea del segnale mentre l’istogramma continua ad espandersi in territorio positivo, indicando il rafforzamento dello slancio rialzista piuttosto che l’esaurimento. Il Relative Strength Index (RSI) è vicino a 66, cioè positivo, ma ancora al di sotto della zona di ipercomprato.

Nel breve termine, l’orientamento rialzista rimane intatto finché GBP/JPY rimane al di sopra della SMA a 21 giorni in aumento. Un lieve calo troverebbe probabilmente supporto a 203,70, seguito dalla SMA a 50 giorni a 202,43, mentre la SMA a 100 giorni a 200,66 funge da cuscino più profondo.

Una rottura sopra il massimo di mercoledì aprirebbe le porte alla zona 207,50-208,00. Un calo dell’RSI verso 50 o una perdita di slancio nel MACD indicherebbero un consolidamento piuttosto che un’inversione di tendenza. Il contesto tecnico generale continua a supportare gli acquisti durante i cali.

Domande frequenti sullo yen giapponese

Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.

Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.

Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.

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