Il dollaro statunitense rimane in offerta contro l’indebolimento dello yen giapponese nella sessione di negoziazione europea di martedì. Un sentimento di mercato leggermente più positivo sta pesando sullo JPY, aiutando il biglietto verde ad estendere la sua ripresa dai minimi di lunedì di 154,65 a livelli superiori a 156,00 al momento della stesura di questo articolo.
Lo yen giapponese è stata la valuta con la performance peggiore martedì, colpita da un modesto miglioramento del sentiment del mercato dopo che le acque si sono calmate dopo i commenti inaspettatamente aggressivi del governatore della BoJ Kazuo Ueda.
La BoJ aumenta le speranze di sostenere lo yen
Lunedì Ueda ha avvisato gli investitori, confermando che la banca stava considerando i “pro e contro” dell’aumento dei tassi di interesse a dicembre. Tali commenti hanno indebolito la propensione al rischio degli investitori, innescato ampi cali delle azioni e dei titoli di stato e fatto salire lo yen su tutta la linea.
L’asta dei titoli di stato giapponesi, ben accolta, all’inizio di martedì ha calmato i timori degli investitori, anche se la propensione al rischio rimane finora debole.
I dati provenienti dagli USA pubblicati lunedì sottolineano il rallentamento della dinamica economica. L’ISM Manufacturing Purchasing Managers’ Index (PMI) di novembre ha mostrato che l’attività del settore è scesa per il nono mese consecutivo, con nuovi ordini e indicatori occupazionali in peggioramento e inflazione in aumento.
Questi numeri aumentano la pressione sulla Federal Reserve affinché tagli i tassi di interesse la prossima settimana e probabilmente altre volte quest’anno. La BoJ, invece, sembra determinata a inasprire ulteriormente la propria politica monetaria nei prossimi mesi. Si prevede che questa divergenza di politica monetaria limiterà i rialzi del dollaro USA.
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.














