GBP/USD in rialzo dopo che la Federal Reserve ha votato, come previsto, un taglio dei tassi di interesse con un voto di 9-3, con due membri che hanno votato per mantenere i tassi invariati mentre il governatore della Fed Stephen Miran ha votato per un taglio dei tassi di 50 punti base. Al momento in cui scriviamo, la coppia viene scambiata a 1,3350, in rialzo dello 0,46%.
Il voto 9-3 della Federal Reserve innesca un rally della coppia GBP/USD, con gli operatori che tengono d’occhio i livelli chiave
Come previsto, la Federal Reserve ha tagliato i tassi di interesse al 3,50%-3,75%. Il voto del FOMC è stato 9 a 3: il governatore Stephen Miran si è opposto a un taglio di 50 punti base, mentre Jeffrey Schmid e Austan Goolsbee sono favorevoli a lasciare i tassi invariati.
Il Riepilogo delle proiezioni economiche (SEP), incluso il diagramma di dispersione aggiornato, ha mostrato che la maggior parte dei funzionari si aspetta che il tasso di interesse di riferimento sia intorno al 3,4% l’anno prossimo, il che, secondo la mediana, implica un taglio di soli 25 punti base nel 2026.
Il grafico a punti mostra che 12 dei 19 membri della Federal Reserve prevedono che il tasso dei fondi federali sarà inferiore al 3,50% l’anno prossimo. Otto di questi dodici sono compresi tra il 3% e il 3,50%, due prevedono tassi di interesse compresi tra il 2,75% e il 3%, uno tra il 2,50% e il 2,75% e Miran tra il 2% e il 2,25% circa.
Reazione GBP/USD – Grafico orario
La coppia GBP/USD è salita leggermente, recuperando da 1,3326 e raggiungendo 1,3360 prima di rallentare leggermente in vista della conferenza stampa del presidente della Fed Jerome Powell. Una rottura del massimo giornaliero esporrà il massimo del 4 dicembre a 1.3385 davanti a 1.3400. D’altra parte, se la coppia scende sotto 1.3320, aspettatevi un test del minimo giornaliero di 1.3295, con un occhio a 1.3250.
Domande frequenti sulla Fed
La politica monetaria negli Stati Uniti è determinata dalla Federal Reserve (Fed). La Fed ha due missioni: raggiungere la stabilità dei prezzi e promuovere la piena occupazione. Il loro strumento principale per raggiungere questi obiettivi è adeguare i tassi di interesse. Se i prezzi salgono troppo rapidamente e l’inflazione è superiore all’obiettivo del 2% della Fed, i tassi di interesse vengono aumentati, aumentando i costi di finanziamento in tutta l’economia. Ciò porta a un dollaro statunitense (USD) più forte in quanto rende gli Stati Uniti un luogo più attraente per gli investitori internazionali in cui parcheggiare i propri soldi. Se l’inflazione scende al di sotto del 2% o il tasso di disoccupazione è troppo alto, la Fed può tagliare i tassi di interesse per incoraggiare l’indebitamento, pesando sul biglietto verde.
La Federal Reserve (Fed) tiene otto riunioni di politica monetaria all’anno, in cui il Federal Open Market Committee (FOMC) valuta la situazione economica e prende decisioni di politica monetaria. Al FOMC partecipano dodici funzionari della Fed: i sette membri del Consiglio dei governatori, il presidente della Federal Reserve Bank di New York e quattro dei restanti undici presidenti della Regional Reserve Bank, il cui mandato dura un anno.
In situazioni estreme, la Federal Reserve può ricorrere ad una politica chiamata Quantitative Easing (QE). Il QE è il processo attraverso il quale la Fed aumenta significativamente il flusso di credito in un sistema finanziario in stallo. Si tratta di una misura politica non standard utilizzata in tempi di crisi o quando l’inflazione è estremamente bassa. È stata l’arma preferita dalla Fed durante la Grande Crisi Finanziaria del 2008. La Fed stampa più dollari e li usa per acquistare obbligazioni di alta qualità dalle istituzioni finanziarie. Il QE solitamente indebolisce il dollaro USA.
Il rafforzamento quantitativo (QT) è il processo inverso dell’allentamento quantitativo in cui la Federal Reserve smette di acquistare obbligazioni dalle istituzioni finanziarie e non reinveste il capitale delle obbligazioni che detiene alla scadenza nell’acquisto di nuove obbligazioni. Di solito è positivo per il valore del dollaro USA.















