La coppia NZD/USD rimane debole a 0,5770 durante le prime ore di negoziazione asiatiche di giovedì. Il dollaro neozelandese (NZD) si sta indebolendo rispetto al biglietto verde, nonostante un rapporto più forte del previsto sul prodotto interno lordo (PIL) della Nuova Zelanda. I mercati potrebbero diventare più cauti in vista dei dati chiave sull’inflazione statunitense attesi più tardi giovedì.
I dati pubblicati giovedì da Statistics New Zealand hanno mostrato che l’economia neozelandese è cresciuta dell’1,1% su base trimestrale nel terzo trimestre (Q3), rispetto a un calo dell’1,0% (rivisto da -0,9%) nel secondo trimestre. Questo valore era superiore alle aspettative dello 0,9%. Il PIL è aumentato dell’1,3% su base annua nel terzo trimestre, rispetto a un calo dell’1,1% (rivisto da -0,6%) nel secondo trimestre, in linea con il consenso del mercato. Tuttavia, il rapporto positivo sul PIL non fornisce una spinta per il dollaro neozelandese (NZD).
La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) ha tagliato il tasso di interesse ufficiale (OCR) di 325 punti base (bps) al 2,25% da agosto dello scorso anno, nel tentativo di stimolare l’economia. La banca centrale aveva dichiarato a novembre che la sua posizione centrale era che il benchmark sarebbe rimasto invariato fino al 2026, ma i trader scommettevano su un rialzo dei tassi già nel terzo trimestre.
Il rapporto sull’occupazione statunitense di novembre ha mostrato che il mercato del lavoro statunitense rimane relativamente resiliente ma mostra segni di rallentamento. Il rapporto rafforza le scommesse per ulteriori tagli dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed) nel 2026. I futures sui tassi sui federal fund ora scontano una probabilità del 31% che la Fed taglierà i tassi il mese prossimo subito dopo il rapporto NFP, rispetto al 22% poco prima, secondo le stime LSEG. La prospettiva di un taglio dei tassi di interesse statunitensi il prossimo anno potrebbe pesare sul dollaro statunitense (USD) e fornire un vantaggio alla coppia.
Domande frequenti sul dollaro neozelandese
Il dollaro neozelandese (NZD), noto anche come Kiwi, è una valuta di scambio ben nota tra gli investitori. Il suo valore è in gran parte determinato dalla salute dell’economia neozelandese e dalle politiche della banca centrale del paese. Tuttavia, ci sono alcune caratteristiche uniche che possono anche causare uno spostamento del NZD. La performance dell’economia cinese tende a spostare il Kiwi poiché la Cina è il principale partner commerciale della Nuova Zelanda. Le cattive notizie per l’economia cinese probabilmente significheranno meno esportazioni dalla Nuova Zelanda verso il paese, il che ha un impatto negativo sull’economia e quindi sulla valuta. Un altro fattore che muove il NZD sono i prezzi del latte, poiché l’industria lattiero-casearia è la principale esportazione della Nuova Zelanda. I prezzi elevati del latte aumentano le entrate delle esportazioni e contribuiscono positivamente all’economia e quindi al NZD.
La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) mira a raggiungere e mantenere un tasso di inflazione compreso tra l’1% e il 3% nel medio termine, con l’obiettivo di mantenerlo vicino al punto medio del 2%. A tale scopo la banca fissa un livello di tasso di interesse adeguato. Se l’inflazione è troppo alta, la RBNZ aumenterà i tassi di interesse per raffreddare l’economia, ma questa mossa aumenterà anche i rendimenti obbligazionari, aumentando l’attrattiva per gli investitori ad investire nel paese e stimolando così il NZD. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il NZD. Anche il cosiddetto differenziale del tasso di interesse, o il modo in cui i tassi di interesse della Nuova Zelanda si confrontano o dovrebbero confrontarsi con quelli della Federal Reserve statunitense, può svolgere un ruolo chiave nel movimento della coppia NZD/USD.
La pubblicazione di dati macroeconomici in Nuova Zelanda è fondamentale per valutare la situazione economica e può influire sulla valutazione del dollaro neozelandese (NZD). Un’economia forte basata su un’elevata crescita economica, una bassa disoccupazione e un’elevata fiducia è positiva per il NZD. L’elevata crescita economica attrae investimenti esteri e potrebbe incoraggiare la Reserve Bank of New Zealand ad aumentare i tassi di interesse se questa forza economica fosse accompagnata da un aumento dell’inflazione. D’altro canto, se i dati economici sono deboli, è probabile che il NZD perda valore.
Il dollaro neozelandese (NZD) tende a salire durante i periodi rischiosi o quando gli investitori ritengono che i rischi complessivi del mercato siano bassi e sono ottimisti riguardo alla crescita. Ciò tende a portare a prospettive più favorevoli per le materie prime e le cosiddette “valute legate alle materie prime” come il Kiwi. Al contrario, il NZD tende a indebolirsi durante i periodi di turbolenza del mercato o di incertezza economica poiché gli investitori tendono a vendere asset più rischiosi e a fuggire verso paradisi sicuri più stabili.















