Mercoledì il dollaro USA si è rafforzato contro lo yen giapponese per la seconda sessione consecutiva, raggiungendo livelli appena sotto il massimo settimanale di 156,70 durante la sessione di negoziazione europea. L’ampia divergenza mostrata nei minuti successivi alla riunione della Federal Reserve (Fed) di martedì ha dato al dollaro un certo supporto nella debole sessione di negoziazione prima delle festività.
I politici della Fed hanno concordato di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base nella riunione del 9-10 dicembre, nonostante tre membri del comitato chiedessero il mantenimento della politica monetaria, segnando il numero più alto di dissensi dal 2019.
I verbali della riunione mostrano anche che il Federal Open Market Committee mira a ridurre i costi di finanziamento e sta dando priorità al sostegno di un mercato del lavoro in deterioramento nonostante le continue preoccupazioni per le elevate pressioni inflazionistiche.
Restano i timori della Fed sull’inflazione
Guardando al futuro, la maggioranza dei membri del comitato ritiene che un ulteriore allentamento della politica monetaria richieda un costante calo delle pressioni inflazionistiche. La banca prevede un altro taglio dei tassi nel 2026, anche se i mercati rimangono fiduciosi che sarà costretta a tagliare i tassi almeno due volte nei prossimi 12 mesi.
In Giappone lo è Sintesi delle dichiarazioni della BoJpubblicato all’inizio di questa settimana, ha ribadito l’impegno della banca ad aumentare i tassi di interesse, ma è stato vago riguardo ai tempi del prossimo rialzo dei tassi. Lo yen è aumentato dopo il rilascio, ma ha iniziato a perdere terreno poiché gli investitori valutano la probabilità di un altro taglio dei tassi nei prossimi mesi.
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.















