Lunedì, mentre scrivo, l’argento (XAG/USD) viene scambiato a circa 85,40 dollari, in rialzo del 7,00% rispetto alla giornata. L’argento sta mantenendo la maggior parte dei suoi guadagni e si sta avvicinando al suo massimo storico di 58,87 dollari, fissato il 28 dicembre, in un contesto di crescente avversione al rischio e di un forte spostamento verso beni rifugio.

Lo slancio rialzista dell’argento è parte di un movimento più ampio nel complesso dei metalli preziosi, che si riflette anche nell’oro (XAU/USD). Le crescenti tensioni geopolitiche stanno spingendo gli afflussi verso gli asset difensivi mentre gli investitori monitorano attentamente gli sviluppi in Medio Oriente, in particolare i disordini in corso in Iran e lo scambio di minacce tra Teheran e Washington. Queste preoccupazioni sono aggravate dalla crescente incertezza sulla sicurezza dell’Artico a seguito delle discussioni in Europa sull’aumento della presenza militare in Groenlandia, pesando ulteriormente sulla propensione al rischio globale.

Il clima di incertezza è aggravato da una situazione politica senza precedenti negli Stati Uniti (USA). L’avvio di un’indagine penale sul presidente della Federal Reserve (Fed) Jerome Powell ha minato la fiducia nell’istituzione e sollevato timori di politicizzazione della politica monetaria. Questa pressione politica sta indebolendo la fiducia nel quadro decisionale della banca centrale e gravando sul dollaro statunitense (USD), un fattore che normalmente sostiene i metalli preziosi denominati in dollari come l’argento.

Sul fronte macroeconomico, gli ultimi dati sul mercato del lavoro statunitense rafforzano le aspettative di allentamento monetario. La creazione di posti di lavoro è stata inferiore alle aspettative del mercato, indicando un graduale deterioramento delle condizioni occupazionali. In questo contesto, i mercati continuano a scontare due tagli dei tassi da parte della Fed quest’anno, anche se si prevede che la politica monetaria sarà più accomodante nella prossima riunione di gennaio. La prospettiva di tassi di interesse più bassi riduce il costo opportunità di detenere asset non redditizi e sostiene strutturalmente la domanda di argento.

Nel breve termine, l’attenzione degli investitori si concentrerà sui prossimi comunicati economici statunitensi, in particolare sull’indice dei prezzi al consumo (CPI), sulle vendite al dettaglio e sull’indice dei prezzi alla produzione (PPI), nonché sui discorsi dei funzionari della Fed. Qualsiasi conferma di un rallentamento economico o di un atteggiamento più accomodante da parte della banca centrale potrebbe incrementare lo slancio rialzista dell’argento, che è già alimentato da un contesto geopolitico e politico particolarmente teso.

Domande frequenti sull’argento

L’argento è un metallo prezioso molto scambiato tra gli investitori. In passato veniva utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, i trader possono rivolgersi all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura durante i periodi di elevata inflazione. Gli investitori possono acquistare argento fisico in monete o lingotti o scambiarlo attraverso veicoli come i fondi negoziati in borsa che ne seguono il prezzo sui mercati internazionali.

Il prezzo dell’argento può variare in base a diversi fattori. L’instabilità geopolitica o il timore di una profonda recessione possono far aumentare i prezzi dell’argento a causa del suo status di bene rifugio, anche se in misura minore rispetto all’oro. Essendo un asset non redditizio, l’argento tende ad apprezzarsi quando i tassi di interesse sono più bassi. I suoi movimenti dipendono anche dal comportamento del dollaro statunitense (USD) quando l’asset è valutato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a tenere sotto controllo i prezzi dell’argento, mentre un dollaro più debole probabilmente spingerà i prezzi più in alto. Anche altri fattori come la domanda di investimenti, l’offerta mineraria (l’argento è molto più comune dell’oro) e i tassi di riciclaggio possono incidere sui prezzi.

L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori quali l’elettronica o l’energia solare, perché ha una delle conduttività elettriche più elevate di qualsiasi altro metallo, più del rame e dell’oro. Un aumento della domanda può far aumentare i prezzi, mentre una diminuzione tende ad abbassarli. Anche le dinamiche nelle economie di Stati Uniti, Cina e India possono contribuire alle fluttuazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i loro grandi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi; In India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso per la gioielleria gioca un ruolo cruciale nella determinazione dei prezzi.

Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento tende a seguire l’esempio poiché il loro status di bene rifugio è simile. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa di entrambi i metalli. Alcuni investitori potrebbero considerare un rapporto elevato come un indicatore del fatto che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe indicare che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.

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