Mercoledì l’argento (XAG/USD) continua il suo slancio rialzista e al momento in cui scriviamo viene scambiato intorno ai 90,50 dollari, in rialzo del 4,30% rispetto alla giornata. Il metallo bianco registra guadagni per il quarto giorno consecutivo e tocca un nuovo massimo storico, sostenuto da un contesto macroeconomico e geopolitico che rimane altamente favorevole per i beni rifugio.

La domanda di argento continua ad essere sostenuta dalle crescenti tensioni geopolitiche, in particolare in Iran, dove le diffuse proteste pubbliche legate all’elevata inflazione, alla forte svalutazione del Rial iraniano (IRR) e alle accuse di corruzione del governo stanno mettendo a dura prova le autorità. La violenta repressione dei manifestanti, che secondo i gruppi per i diritti umani avrebbe causato la morte di centinaia di persone, ha aumentato l’avversione al rischio nei mercati globali. Le osservazioni del presidente americano Donald Trump, che ha avvertito che si potrebbe prendere in considerazione un’azione militare se la repressione dovesse continuare, aumentano ulteriormente il sentimento di incertezza.

Tenendo presente tutto ciò, l’argento beneficia pienamente del suo status di bene rifugio. Gli investitori cercano protezione non solo dai rischi geopolitici, ma anche dalle crescenti preoccupazioni istituzionali negli Stati Uniti (USA). Le preoccupazioni sull’indipendenza della Federal Reserve (Fed) sono aumentate dopo che il suo presidente, Jerome Powell, è stato accusato penalmente di aver gestito i fondi stanziati per la ristrutturazione della sede della Fed a Washington. Jerome Powell ha denunciato la mossa come motivata politicamente e ha sostenuto che rappresenta un pretesto per influenzare le decisioni di politica monetaria.

Questi sviluppi inizialmente hanno pesato pesantemente sul dollaro americano (USD), poiché i mercati temevano che un attacco all’autonomia della Federal Reserve potesse minare la credibilità finanziaria del paese e forse l’affidabilità creditizia del suo debito sovrano. Sebbene il biglietto verde abbia mostrato segnali di stabilizzazione in seguito al forte sostegno pubblico a Jerome Powell da parte di diverse importanti banche centrali globali, tra cui la Banca Centrale Europea (BCE) e la Banca d’Inghilterra (BoE), il contesto più ampio per i metalli preziosi rimane favorevole.

Inoltre, le aspettative di tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve continuano a svolgere un ruolo centrale. In un contesto in cui si prevede che i rendimenti reali diminuiranno e il dollaro USA rimane strutturalmente sotto pressione, l’argento rimane molto attraente per gli investitori, soprattutto perché le continue tensioni sul mercato fisico e la robusta domanda continuano a sostenere le sue prospettive.

Domande frequenti sull’argento

L’argento è un metallo prezioso molto scambiato tra gli investitori. In passato veniva utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, i trader possono rivolgersi all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura durante i periodi di elevata inflazione. Gli investitori possono acquistare argento fisico in monete o lingotti o scambiarlo attraverso veicoli come i fondi negoziati in borsa che ne seguono il prezzo sui mercati internazionali.

Il prezzo dell’argento può variare in base a diversi fattori. L’instabilità geopolitica o il timore di una profonda recessione possono far aumentare i prezzi dell’argento a causa del suo status di bene rifugio, anche se in misura minore rispetto all’oro. Essendo un asset non redditizio, l’argento tende ad apprezzarsi quando i tassi di interesse sono più bassi. I suoi movimenti dipendono anche dal comportamento del dollaro americano (USD) quando l’asset è valutato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a tenere sotto controllo i prezzi dell’argento, mentre un dollaro più debole probabilmente spingerà i prezzi più in alto. Anche altri fattori come la domanda di investimenti, l’offerta mineraria (l’argento è molto più comune dell’oro) e i tassi di riciclaggio possono incidere sui prezzi.

L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori quali l’elettronica o l’energia solare, perché ha una delle conduttività elettriche più elevate di qualsiasi altro metallo, più del rame e dell’oro. Un aumento della domanda può far aumentare i prezzi, mentre una diminuzione tende ad abbassarli. Anche le dinamiche nelle economie di Stati Uniti, Cina e India possono contribuire alle fluttuazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i loro grandi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi; In India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso per la gioielleria gioca un ruolo cruciale nella determinazione dei prezzi.

Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento tende a seguire l’esempio poiché il loro status di bene rifugio è simile. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa di entrambi i metalli. Alcuni investitori potrebbero considerare un rapporto elevato come un indicatore del fatto che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe indicare che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.

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