Giovedì, mentre scrivo, l’argento (XAG/USD) viene scambiato intorno ai 91,70 dollari l’oncia, in ribasso dell’1,70% sulla giornata, dopo aver toccato un nuovo massimo storico vicino ai 94 dollari all’inizio della giornata. Il metallo bianco si sta riprendendo dai recenti livelli record di prese di profitto e da un parziale calo della domanda di beni rifugio.

Il calo dell’argento arriva mentre alcune preoccupazioni geopolitiche si allentano. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che i rapporti suggeriscono che le uccisioni legate all’Iran stanno diminuendo e che non sono previste esecuzioni di massa. Questi commenti hanno contribuito, almeno temporaneamente, a dissipare i timori di un’escalation militare diretta e hanno ridotto l’attrattiva di beni rifugio come l’argento.

Allo stesso tempo, il metallo non cedevole continua a subire pressioni provenienti da dati macroeconomici statunitensi più forti del previsto, rafforzando l’opinione secondo cui la Federal Reserve (Fed) potrebbe lasciare invariati i tassi di interesse nei prossimi mesi. Questa prospettiva sostiene il dollaro statunitense (USD) e grava sui metalli preziosi, compreso l’argento, che sono sensibili ai movimenti dei rendimenti reali.

A livello politico, la mancanza di nuove misure tariffarie immediate sulle importazioni di minerali critici annunciate dal governo degli Stati Uniti ha anche contribuito ad allentare le tensioni commerciali e a limitare la domanda difensiva di argento.

Nonostante l’attuale correzione, il contesto a medio termine rimane costruttivo. Secondo gli analisti dell’OCBC, l’argento ha registrato forti guadagni da inizio anno, sostenuto da continui deficit di offerta, da una solida domanda industriale e dalla forza di spillover dell’oro. Questi fattori strutturali stanno contribuendo a mantenere la coppia XAG/USD ancorata a livelli storicamente elevati, anche se restano probabili periodi di consolidamento a breve termine.

Domande frequenti sull’argento

L’argento è un metallo prezioso molto scambiato tra gli investitori. In passato veniva utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, i trader possono rivolgersi all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura durante i periodi di elevata inflazione. Gli investitori possono acquistare argento fisico in monete o lingotti o scambiarlo attraverso veicoli come i fondi negoziati in borsa che ne seguono il prezzo sui mercati internazionali.

Il prezzo dell’argento può variare in base a diversi fattori. L’instabilità geopolitica o il timore di una profonda recessione possono far aumentare i prezzi dell’argento a causa del suo status di bene rifugio, anche se in misura minore rispetto all’oro. Essendo un asset non redditizio, l’argento tende ad apprezzarsi quando i tassi di interesse sono più bassi. I suoi movimenti dipendono anche dal comportamento del dollaro americano (USD) quando l’asset è valutato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a tenere sotto controllo i prezzi dell’argento, mentre un dollaro più debole probabilmente spingerà i prezzi più in alto. Anche altri fattori come la domanda di investimenti, l’offerta mineraria (l’argento è molto più comune dell’oro) e i tassi di riciclaggio possono incidere sui prezzi.

L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori quali l’elettronica o l’energia solare, perché ha una delle conduttività elettriche più elevate di qualsiasi altro metallo, più del rame e dell’oro. Un aumento della domanda può far aumentare i prezzi, mentre una diminuzione tende ad abbassarli. Anche le dinamiche nelle economie di Stati Uniti, Cina e India possono contribuire alle fluttuazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i loro grandi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi; In India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso per la gioielleria gioca un ruolo cruciale nella determinazione dei prezzi.

Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento tende a seguire l’esempio poiché il loro status di bene rifugio è simile. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa di entrambi i metalli. Alcuni investitori potrebbero considerare un rapporto elevato come un indicatore del fatto che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe indicare che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.

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