Lo yen giapponese è sceso dello 0,3% nella sessione europea di venerdì, scambiando appena sopra 158,10 nel momento in cui scriviamo. La coppia di valute si è ripresa dal massimo di 159,45 all’inizio di questa settimana mentre le autorità giapponesi hanno intensificato i loro avvertimenti sull’intervento.

Nella sua minaccia più audace, il Ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha accennato alla possibilità di un intervento congiunto con gli Stati Uniti per arginare la recente debolezza dello yen.

Katayama ha ribadito in una conferenza stampa venerdì che “non esclude alcuna opzione” per difendere la valuta giapponese, ricordando che la dichiarazione congiunta firmata con gli Stati Uniti a settembre “era estremamente significativa e includeva anche dichiarazioni sull’intervento”.

Lo yen è crollato al livello più basso degli ultimi 18 mesi martedì dopo che un giornale locale ha riferito che il primo ministro Takaichi stava valutando la possibilità di indire nuove elezioni a febbraio. Gli investitori hanno venduto lo yen a tutti i livelli per paura che il paese potesse ricevere un sostegno parlamentare più forte per attuare il suo programma di spesa pesante, aggiungendo pressione al suo deficit di bilancio già teso.

Il dollaro USA, invece, è stato sostenuto dagli ultimi dati economici statunitensi. Le richieste di sussidio di disoccupazione sono scese al livello più basso da novembre e i dati relativi al settore manifatturiero hanno superato le aspettative, confermando l’atteggiamento aggressivo della Federal Reserve (Fed). Un taglio dei tassi a gennaio è del tutto scartato e la probabilità di un allentamento monetario a marzo è scesa al 20% dal quasi 40% di una settimana fa, secondo lo strumento Fedwatch del CME.

Domande frequenti sullo yen giapponese

Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.

Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.

Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.

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