I futures Dow Jones sono saliti dello 0,25% a circa 48.800 durante la sessione europea di mercoledì, mentre i futures S&P 500 e Nasdaq 100 sono saliti dello 0,38% e dello 0,41% rispettivamente a circa 6.860 e 25.200. I futures sulle azioni statunitensi sono in rialzo dopo che Wall Street è crollata nella sessione precedente sul sentimento “Sell America”, che potrebbe essere dovuto all’escalation delle tensioni commerciali tra gli Stati Uniti (USA) e l’Unione Europea (UE).
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che “non si potrà tornare indietro” sulle sue ambizioni sulla Groenlandia, e le precedenti minacce di imporre nuove tariffe del 10% su otto paesi dell’UE hanno alimentato le preoccupazioni per un rallentamento della crescita economica. Mercoledì Trump incontrerà varie parti interessate al World Economic Forum di Davos per discutere della Groenlandia.
Il Parlamento europeo prevede di sospendere l’approvazione dell’accordo commerciale statunitense concordato a luglio. La decisione dovrebbe essere annunciata mercoledì a Strasburgo, in Francia, segnalando un’escalation delle tensioni tra Stati Uniti ed Europa. L’Unione Europea ha annunciato possibili tariffe su beni statunitensi per un valore di 93 miliardi di dollari, mentre la Francia, secondo quanto riferito, ha chiesto l’utilizzo dello strumento anti-coercizione del blocco.
Martedì, nella sessione regolare degli Stati Uniti, il Dow Jones è crollato dell’1,76%, l’S&P 500 è scivolato del 2,06% e il Nasdaq 100 è caduto del 2,39%, segnando la peggiore performance giornaliera da ottobre. Le azioni Netflix sono scese nelle negoziazioni pre-mercato dopo che gli utili hanno evidenziato la crescente incertezza per il colosso dello streaming. Nel frattempo, Johnson & Johnson e Charles Schwab sono tra le numerose società che pubblicheranno i risultati mercoledì, insieme a una serie di istituti finanziari del mercato medio.
Domande frequenti sul Dow Jones
Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi del mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L’indice è ponderato per il prezzo e non per la capitalizzazione. Si calcola sommando i prezzi dei singoli titoli e dividendoli per un fattore, che attualmente è 0,152. L’indice è stato fondato da Charles Dow, fondatore anche del Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per non essere sufficientemente rappresentativo, poiché riflette solo 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l’S&P 500.
Molti fattori diversi determinano il Dow Jones Industrial Average (DJIA). La performance complessiva di ciascuna società, divulgata nelle relazioni trimestrali sugli utili delle società, è la più importante. Anche i dati macroeconomici statunitensi e globali contribuiscono poiché influiscono sul sentiment degli investitori. Anche il livello dei tassi di interesse fissati dalla Federal Reserve (Fed) influenza il DJIA perché influisce sul costo del denaro, sul quale molte aziende fanno molto affidamento. Pertanto, l’inflazione può essere un fattore importante, oltre ad altri parametri che influenzano le decisioni della Fed.
La Teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per identificare il trend primario del mercato azionario. Un passo importante è confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) e del Dow Jones Transportation Average (DJTA) e monitorare solo le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. Il volume è un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi di analisi picco-valle. La teoria di Dow presuppone tre fasi di tendenza: accumulazione, quando il denaro intelligente inizia a comprare o vendere; partecipazione pubblica, quando partecipa il grande pubblico; e distribuzione quando il denaro intelligente scompare.
Esistono diversi modi per commerciare con il DJIA. Uno è quello di utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo invece di dover acquistare azioni di tutte le 30 società coinvolte. Un esempio lampante è l’ETF SPDR Dow Jones Industrial Average (DIA). I contratti futures DJIA consentono ai trader di speculare sul valore futuro dell’indice e le opzioni danno il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’indice in futuro a un prezzo predeterminato. I fondi comuni di investimento consentono agli investitori di acquistare una parte di un portafoglio diversificato di azioni DJIA, fornendo esposizione all’indice complessivo.















