Mercoledì i titoli azionari statunitensi hanno registrato un rally dopo che il presidente Trump ha escluso l’uso della forza militare per conquistare la Groenlandia, allentando una delle principali fonti di timori del mercato. Nei suoi commenti al World Economic Forum di Davos, Trump ha affermato che non utilizzerà una forza eccessiva, fugando i timori che avevano portato ad una forte svendita nella sessione precedente. Le azioni sono salite parallelamente al calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro, mentre il dollaro si è stabilizzato dopo la precedente debolezza.
Il Dow Jones Industrial Average è salito di circa 160 punti, ovvero dello 0,33%, mentre l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,25% e il Nasdaq Composite solo lo 0,1%. I guadagni sono stati più pronunciati all’inizio della sessione, ma i titoli azionari si sono indeboliti rispetto ai massimi poiché gli investitori hanno soppesato i rischi tariffari in corso tra gli Stati Uniti e l’Europa. Sebbene Trump abbia escluso un attacco militare, ha ribadito di volere negoziati immediati sulla Groenlandia mantenendo al centro l’incertezza geopolitica.
La performance del settore ha rispecchiato un sollievo selettivo piuttosto che un ampio posizionamento di rischio. I titoli bancari hanno sovraperformato dopo che Trump ha detto che avrebbe chiesto al Congresso di imporre un tetto del 10% sui tassi di interesse delle carte di credito, con i titoli dei principali istituti di credito che hanno registrato guadagni modesti. I prezzi delle obbligazioni sono aumentati e i rendimenti sono scesi dopo i commenti di Trump, cancellando parte del forte aumento di martedì. Il sell-off della sessione precedente ha segnato la giornata peggiore per le azioni statunitensi da ottobre e ha spinto brevemente l’S&P 500 e il Nasdaq in territorio negativo per il 2026.
I rischi politici e commerciali rimangono al centro dell’attenzione
Nonostante la ripresa di mercoledì, la cautela degli investitori è rimasta elevata. I legislatori europei hanno sospeso l’approvazione dell’accordo commerciale UE-USA concordato a luglio, citando le tariffe proposte da Trump dal 10 al 25% sui beni europei legati ai negoziati con la Groenlandia. I leader europei hanno avvertito che l’aumento delle tariffe potrebbe innescare misure di ritorsione, comprese restrizioni sull’accesso delle aziende statunitensi al mercato unico.
In aggiunta al contesto politico, i giudici della Corte Suprema hanno espresso scetticismo sul fatto che il presidente Trump abbia l’autorità di licenziare il governatore della Federal Reserve Lisa Cook. I commenti della banca hanno evidenziato le preoccupazioni circa il mantenimento dell’indipendenza della Fed, un fattore che i mercati stanno monitorando attentamente in un contesto di accresciuta incertezza politica. Sebbene il rischio immediato che circonda la Groenlandia si sia attenuato, gli investitori rimangono concentrati su come la politica commerciale, l’indipendenza istituzionale e i negoziati geopolitici potrebbero influenzare la volatilità del mercato nei prossimi giorni.
Grafico giornaliero del Dow Jones
Domande frequenti sul Dow Jones
Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi del mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L’indice è ponderato per il prezzo e non per la capitalizzazione. Si calcola sommando i prezzi dei singoli titoli e dividendoli per un fattore, che attualmente è 0,152. L’indice è stato fondato da Charles Dow, fondatore anche del Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per non essere sufficientemente rappresentativo, poiché riflette solo 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l’S&P 500.
Molti fattori diversi determinano il Dow Jones Industrial Average (DJIA). La performance complessiva di ciascuna società, divulgata nelle relazioni trimestrali sugli utili delle società, è la più importante. Anche i dati macroeconomici statunitensi e globali contribuiscono poiché influiscono sul sentiment degli investitori. Anche il livello dei tassi di interesse fissati dalla Federal Reserve (Fed) influenza il DJIA perché influisce sul costo del denaro, sul quale molte aziende fanno molto affidamento. Pertanto, l’inflazione può essere un fattore importante, oltre ad altri parametri che influenzano le decisioni della Fed.
La Teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per identificare il trend primario del mercato azionario. Un passo importante è confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) e del Dow Jones Transportation Average (DJTA) e monitorare solo le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. Il volume è un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi di analisi picco-valle. La teoria di Dow presuppone tre fasi di tendenza: accumulazione, quando il denaro intelligente inizia a comprare o vendere; partecipazione pubblica, quando partecipa il grande pubblico; e distribuzione quando il denaro intelligente scompare.
Esistono diversi modi per commerciare con il DJIA. Uno è quello di utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo invece di dover acquistare azioni di tutte le 30 società coinvolte. Un esempio lampante è l’ETF SPDR Dow Jones Industrial Average (DIA). I contratti futures DJIA consentono ai trader di speculare sul valore futuro dell’indice e le opzioni danno il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’indice in futuro a un prezzo predeterminato. I fondi comuni di investimento consentono agli investitori di acquistare una parte di un portafoglio diversificato di azioni DJIA, fornendo esposizione all’indice complessivo.














