Il cross EUR/JPY sta attirando alcuni acquirenti vicino a 185,45 durante le prime ore di negoziazione europee di giovedì. Lo yen giapponese (JPY) sta aumentando rispetto all’euro (EUR) a causa del miglioramento del sentiment. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ritirato la minaccia di imporre dazi su otto paesi europei e ha annunciato un quadro per un accordo con la Groenlandia. Questi sviluppi minacciano le valute rifugio come lo JPY e forniscono un vantaggio al cross.
Tutti gli occhi saranno puntati sulla decisione sul tasso di interesse di venerdì da parte della Banca del Giappone (BoJ), che si prevede manterrà il suo tasso di interesse di riferimento stabile intorno allo 0,75% nella riunione di gennaio. L’ultima volta che la banca centrale giapponese ha alzato il tasso di interesse è stato nel dicembre 2025, portandolo al livello più alto degli ultimi tre decenni. Gli operatori attendono ulteriori indizi dalla conferenza stampa del governatore Kazuo Ueda sulla probabile tempistica del prossimo rialzo dei tassi di interesse da parte della BoJ. Eventuali commenti aggressivi da parte di Ueda potrebbero sostenere lo yen giapponese rispetto all’euro nel breve termine.
Analisi tecnica:
Sul grafico giornaliero, l’EUR/JPY rimane ben al di sopra dell’EMA a 100 giorni, mantenendo l’orientamento di medio termine al rialzo. L’RSI (14) è a 61,93, mostrando uno slancio positivo senza condizioni di ipercomprato.
Le bande di Bollinger si allargano quando il prezzo si avvicina al tetto, evidenziando la forte pressione rialzista. Il supporto iniziale si trova nella fascia centrale a 184,10, con 182,57 come cuscino successivo, mentre la resistenza coincide con la fascia superiore a 185,65. Una rottura al di sopra di questa barriera potrebbe estendere il trend, mentre un pullback ancorerebbe la coppia tra le bande.
(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.














