L’argento (XAG/USD) ha riguadagnato terreno giovedì ma non ha mostrato conseguenze, consolidandosi vicino ai massimi storici mentre un leggero miglioramento della propensione al rischio smorza gli afflussi verso i beni rifugio. Al momento in cui scriviamo, la coppia XAG/USD viene scambiata a circa 93,90 dollari, in calo rispetto al massimo storico di 95,89 dollari raggiunto martedì.
I mercati si sono un po’ sollevati dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rinunciato alla sua minaccia di imporre nuove tariffe su diversi paesi europei. In un post di Truth Social mercoledì scorso, Trump ha affermato che le tariffe previste per il 1° febbraio non sarebbero state implementate dopo un “incontro molto produttivo” con il segretario generale della NATO Mark Rutte, aggiungendo che è stato raggiunto un accordo quadro sulla Groenlandia e la regione artica.
Sebbene i timori immediati di una guerra commerciale si stiano attenuando, i fondamentali sottostanti continuano a sostenere un ulteriore rialzo. L’argento continua a beneficiare del suo duplice ruolo di metallo d’investimento e industriale, con condizioni di offerta fisica ristrette che forniscono un ulteriore livello di supporto.
Da un punto di vista tecnico, la coppia XAG/USD è cresciuta di circa il 32% questo mese, evidenziando la forza del trend rialzista complessivo.
Sul grafico a 4 ore, l’argento rimane all’interno di una struttura ascendente chiaramente definita e sta attualmente testando la media mobile semplice (SMA) a 21 periodi, che limita qualsiasi tentativo immediato di rialzo. La SMA a 50 periodi vicino a 91,20 segna una zona di supporto più profonda e continua a tendere al rialzo.
D’altro canto, una rottura decisiva al di sotto della SMA a 50 periodi e del livello psicologico di 90,00 dollari indebolirebbe la struttura rialzista e probabilmente porterebbe ad un aumento dell’interesse a vendere, rivelando l’area 85,00-86,00 come prossimo supporto. Un movimento sostenuto al di sotto di questa zona aprirebbe la porta ad una fase di correzione più profonda verso il livello di 80,00.
D’altra parte, i rialzisti rimangono concentrati su una rottura sopra il livello di 95,00$. Un aumento sostenuto al di sopra di questo livello metterebbe a fuoco il livello psicologico di $ 100,00.
Il Relative Strength Index (RSI) si aggira intorno a 54, uscendo dal territorio di ipercomprato e segnalando uno slancio in raffreddamento, ma rimanendo comunque in territorio positivo. Nel frattempo, la media mobile di convergenza e divergenza (MACD) rimane al di sopra della linea dello zero ma si sta stabilizzando, suggerendo che lo slancio rialzista sta svanendo e favorendo il consolidamento a breve termine.
Domande frequenti sull’argento
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato tra gli investitori. In passato veniva utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, i trader possono rivolgersi all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura durante i periodi di elevata inflazione. Gli investitori possono acquistare argento fisico in monete o lingotti o scambiarlo attraverso veicoli come i fondi negoziati in borsa che ne seguono il prezzo sui mercati internazionali.
Il prezzo dell’argento può variare in base a diversi fattori. L’instabilità geopolitica o il timore di una profonda recessione possono far aumentare i prezzi dell’argento a causa del suo status di bene rifugio, anche se in misura minore rispetto all’oro. Essendo un asset non redditizio, l’argento tende ad apprezzarsi quando i tassi di interesse sono più bassi. I suoi movimenti dipendono anche dal comportamento del dollaro statunitense (USD) quando l’asset è valutato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a tenere sotto controllo i prezzi dell’argento, mentre un dollaro più debole probabilmente spingerà i prezzi più in alto. Anche altri fattori come la domanda di investimenti, l’offerta mineraria (l’argento è molto più comune dell’oro) e i tassi di riciclaggio possono influenzare i prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori quali l’elettronica o l’energia solare, perché ha una delle conduttività elettriche più elevate di qualsiasi altro metallo, più del rame e dell’oro. Un aumento della domanda può far aumentare i prezzi, mentre una diminuzione tende ad abbassarli. Anche le dinamiche nelle economie di Stati Uniti, Cina e India possono contribuire alle fluttuazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i loro grandi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi; In India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso per la gioielleria gioca un ruolo cruciale nella determinazione dei prezzi.
Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento tende a seguire l’esempio poiché il loro status di bene rifugio è simile. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa di entrambi i metalli. Alcuni investitori potrebbero considerare un rapporto elevato come un indicatore del fatto che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe indicare che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.















