La coppia GBP/JPY viene scambiata vicino al suo massimo pluriennale di 214,30 durante la sessione di negoziazione asiatica di venerdì, mentre la Banca del Giappone (BoJ) ha mantenuto i tassi di interesse stabili allo 0,75%. Ci si aspettava che la BoJ mantenesse i tassi di interesse invariati dopo averli aumentati di 25 punti base (bps) nel suo ultimo incontro politico nel 2025, e si aspettava che la politica monetaria rimanesse su un percorso di espansione graduale.

In futuro, il principale motore dello JPY saranno le decisioni fiscali del governo volte a stimolare la spesa interna. Il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi scioglierà anche la camera bassa del Parlamento per aprire la strada alle elezioni anticipate più tardi oggi.

All’inizio della giornata, l’indice nazionale dei prezzi al consumo (CPI) del Giappone per dicembre era del 2,1% su base annua, rispetto al 2,9% di novembre. Dati IPC, ad es. Il Fresh Food, che è attentamente monitorato dai funzionari della BoE, è sceso come previsto al 2,4% dal 3% su base annua.

Nel frattempo, la sterlina (GBP) viene scambiata in gran parte con calma in vista del rilascio dei dati sulle vendite al dettaglio del Regno Unito (UK) per dicembre e dei dati preliminari dell’indice S&P Global Purchasing Managers’ Index (PMI) per gennaio.

Si prevede che i dati sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito, una misura chiave della spesa dei consumatori, siano diminuiti costantemente dello 0,1% su base mensile (MoM). Si tratterebbe del terzo calo consecutivo della spesa al consumo.

Per quanto riguarda la politica monetaria, gli operatori di mercato restano fiduciosi che la Banca d’Inghilterra (BoE) continuerà la sua politica di graduale allentamento, anche se le pressioni sui prezzi sono aumentate a dicembre.

Domande frequenti sulla Banca del Giappone

La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese che stabilisce la politica monetaria del paese. La sua missione è emettere banconote ed effettuare controlli monetari e monetari per garantire la stabilità dei prezzi, il che significa un obiettivo di inflazione di circa il 2%.

La Banca del Giappone ha introdotto una politica monetaria estremamente espansiva nel 2013 per stimolare l’economia e aumentare l’inflazione in un contesto di bassa inflazione. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ovvero sulla stampa di banconote per acquistare attività come obbligazioni governative o societarie per fornire liquidità. Nel 2016, la banca ha raddoppiato la sua strategia e allentato ulteriormente le sue politiche, introducendo prima tassi di interesse negativi e poi controllando direttamente il rendimento dei suoi titoli di stato a 10 anni. Nel marzo 2024, la BoJ ha alzato i tassi di interesse, invertendo di fatto la sua politica monetaria estremamente accomodante.

Le massicce misure di stimolo della banca hanno portato ad una svalutazione dello yen rispetto ai suoi principali partner valutari. Questo processo si è intensificato nel 2022 e nel 2023 a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali, che hanno optato per un forte aumento dei tassi di interesse per combattere decenni di inflazione. Le politiche della BoJ hanno portato ad un ampliamento del differenziale con le altre valute e hanno depresso il valore dello yen. Questa tendenza è stata parzialmente invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare la sua posizione politica ultra-espansiva.

L’indebolimento dello yen e l’aumento dei prezzi globali dell’energia hanno portato ad un aumento dell’inflazione giapponese, che ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ. A questo movimento ha contribuito anche la prospettiva di un aumento dei salari nel paese, un fattore chiave per l’inflazione.

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