Lunedì lo yen ha recuperato le perdite precedenti diventando la valuta del G8 con la migliore performance. La crescente speculazione su un intervento congiunto USA-Giappone per affrontare la debolezza dello JPY ha visto la coppia USD/JPY scendere di quasi il 3,5% dai massimi di venerdì per toccare un nuovo minimo di 11 settimane a metà di 153,00.
L’ultimo sondaggio sul mercato monetario della Banca del Giappone (BoJ) pubblicato lunedì ha mostrato che il recente rally dello yen non è dovuto all’intervento a Tokyo. Le previsioni della BoJ prevedono deflussi per 630 miliardi di yen, cifre ben al di sotto del livello multimiliardario che un intervento sul forex richiederebbe.
Venerdì, tuttavia, la notizia che la Federal Reserve avrebbe richiesto il rating del dollaro-yen alle principali banche statunitensi, una mossa che spesso precede l’intervento, ha spinto gli investitori a ridurre le loro posizioni lunghe sul dollaro nel timore di essere schiacciati da una massiccia azione congiunta di Stati Uniti e Giappone.
Lunedì il Primo Ministro Sanae Takaichi ha ribadito in una trasmissione televisiva la determinazione delle autorità giapponesi a reprimere i movimenti speculativi del mercato, fornendo ulteriore sostegno allo JPY.
Negli Stati Uniti, oggi l’attenzione sarà focalizzata sugli ordini di beni durevoli, che si prevede siano in forte aumento a novembre. Ma il momento clou della settimana sarà la decisione di politica monetaria della Federal Reserve di mercoledì, che arriva in un momento di forte tensione in cui il presidente degli Stati Uniti Trump potrebbe essere tentato di rubare la scena dando ulteriori suggerimenti sulla sostituzione del presidente Jerome Powell, il cui mandato scade a maggio.
(Questa storia è stata corretta alle 11:10 GMT del 26 gennaio per dire che la coppia USD/JPY era ai minimi pluriennali, non ai massimi pluriennali, come notato.)
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.














