Lunedì la sterlina britannica (GBP) si è apprezzata dello 0,55% circa, mentre il dollaro statunitense (USD) rimane sulla difensiva tra le voci di possibili interventi delle autorità giapponesi e della Federal Reserve (Fed) sui mercati dei cambi. I solidi dati statunitensi, nonostante fossero solidi, sono stati ignorati dai trader prima della riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) di gennaio. La coppia GBP/USD viene scambiata a 1,3690, dopo essersi ripresa dal minimo intraday di 1,3642.
La sterlina sale poiché le voci di un intervento sui cambi pesano sul dollaro in vista della decisione politica della Fed
Venerdì scorso, i mercati finanziari si sono aperti alla notizia di un possibile intervento volto a rilanciare lo yen giapponese (JPY) e indebolire il dollaro statunitense. Nel pomeriggio, un notiziario dell’ultima ora proveniente da Bloomberg ha rivelato che la sede centrale della Federal Reserve Bank di New York “ha contattato le istituzioni finanziarie per informarsi sul tasso di cambio dello yen”.
I mercati hanno assistito a queste “richieste” su un possibile intervento tra il governo giapponese e gli Stati Uniti. Di conseguenza, l’indice del dollaro statunitense (DXY), che replica la performance del biglietto verde rispetto a un paniere di sei valute comparabili, è sceso dello 0,47% a 97,01, dopo aver toccato lunedì il minimo di quattro mesi di 96,94.
I dati economici statunitensi hanno mostrato che gli ordini di beni durevoli nel mese di novembre, che hanno battuto il mese precedente, sono aumentati del 5,3% rispetto al mese precedente, battendo le previsioni e quasi triplicando il calo del -2,1% di ottobre.
I beni primari, che gli economisti utilizzano per misurare gli investimenti sottostanti, sono aumentati dello 0,5% rispetto al mese precedente, battendo le previsioni dello 0,3% e la crescita dello 0,1% del mese precedente, guidati da un aumento degli ordini di apparecchiature di comunicazione, computer, macchinari ed elettrodomestici.
Mercoledì, si prevede che la Fed manterrà i tassi di interesse nell’intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75%, ma i trader si concentreranno sui commenti del presidente della Fed Jerome Powell. Ciononostante, verso la fine dell’anno i mercati monetari hanno comunque registrato un allentamento di almeno 44 punti base Terminale del mercato principale.
Dall’altra parte dell’oceano, venerdì, i solidi dati PMI Global Flash S&P del Regno Unito hanno rafforzato l’attrattiva della sterlina, insieme alle forti vendite al dettaglio annunciate dall’Ufficio per le statistiche nazionali (ONS).
Dati economici di Stati Uniti e Regno Unito
Nella prossima settimana, l’attenzione dei trader sarà focalizzata sulla decisione di politica monetaria della Federal Reserve, insieme alla variazione media dell’occupazione ADP negli Stati Uniti su 4 settimane. Nel Regno Unito non ci sarà un calendario, quindi i trader dovranno fare affidamento sullo slancio del dollaro USA.
Previsione del prezzo GBP/USD: prospettive tecniche
Il quadro tecnico della coppia GBP/USD mostra che la coppia è più vicina ad estendere il suo trend rialzista una volta che gli acquirenti riconquisteranno quota 1,3700. Una rottura di quest’ultimo esporrà il massimo oscillante del 1 luglio a 1,3788 davanti alla sfida di 1,3800. Se dovesse esserci ulteriore forza, è probabile un movimento verso 1.3900 e 1.4000.
Al contrario, se la coppia GBP/USD scende al di sotto di 1,3650, saranno visibili il minimo giornaliero del 26 gennaio di 1,3642 e la pietra miliare di 1,3600.

Domande frequenti sulla sterlina
La sterlina (GBP) è la valuta più antica del mondo (886 d.C.) e la valuta ufficiale del Regno Unito. Secondo i dati del 2022, è la quarta unità di valuta estera (FX) più scambiata a livello globale, rappresentando il 12% di tutte le transazioni con un valore medio di 630 miliardi di dollari al giorno. Le sue principali coppie di scambio sono GBP/USD, noto anche come “Cable”, che rappresenta l’11% del cambio, GBP/JPY o “Dragon” come viene chiamato dai trader (3%) e EUR/GBP (2%). La sterlina è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).
Il fattore più importante che influenza il valore della sterlina è la politica monetaria stabilita dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le sue decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di “stabilità dei prezzi” – un tasso di inflazione costante di circa il 2%. Il loro strumento principale per raggiungere questo obiettivo è adeguare i tassi di interesse. Se l’inflazione è troppo alta, la BoE cercherà di contenerla alzando i tassi di interesse, rendendo l’accesso al credito più costoso per privati e imprese. Ciò è generalmente positivo per la GBP poiché i tassi di interesse più elevati rendono il Regno Unito un luogo più attraente per gli investitori globali in cui parcheggiare i propri soldi. Se l’inflazione è troppo bassa, è un segnale che la crescita economica sta rallentando. In questo scenario, la BoE prenderà in considerazione la possibilità di tagliare i tassi di interesse per rendere il credito più economico, consentendo alle aziende di contrarre maggiori prestiti per investire in progetti che stimolano la crescita.
I dati pubblicati misurano lo stato dell’economia e possono avere un impatto sul valore della sterlina. Indicatori come il PIL, i PMI manifatturieri e dei servizi e l’occupazione possono tutti influenzare la direzione della GBP. Un’economia forte è positiva per la sterlina. Ciò non solo attirerà più investimenti esteri, ma potrebbe anche incoraggiare la BoE ad aumentare i tassi di interesse, il che rafforzerà direttamente la sterlina. Altrimenti, è probabile che la sterlina crolli a causa dei dati economici deboli.
Un altro importante rilascio di dati per la sterlina è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra ciò che un paese guadagna dalle sue esportazioni e ciò che spende per le importazioni in un dato periodo. Quando un paese produce beni di esportazione desiderabili, la sua valuta beneficia esclusivamente della domanda aggiuntiva da parte di acquirenti stranieri che desiderano acquistare tali beni. Pertanto, un saldo commerciale netto positivo rafforza una valuta e viceversa, si applica un saldo negativo.















