I titoli azionari statunitensi hanno toccato nuovi massimi, ma hanno faticato a guadagnare slancio mentre gli investitori hanno digerito l’ultima decisione di politica monetaria della Federal Reserve e un rally del mercato che è rimasto strettamente concentrato. L’S&P 500 ha brevemente superato i 7.000 per la prima volta prima di ritirarsi e rimanere pressoché invariato, mentre il Dow è rimasto poco cambiato e il Nasdaq è leggermente salito.
La Fed ha mantenuto il tasso di interesse di riferimento stabile tra il 3,5% e il 3,75%, come previsto, sottolineando che l’attività economica continua a crescere a un ritmo sostenuto e che ci sono segnali di stabilizzazione nel mercato del lavoro, anche se l’inflazione rimane piuttosto elevata. I rendimenti dei titoli del Tesoro sono aumentati in seguito alla dichiarazione e ai commenti del presidente Jerome Powell secondo cui i politici non considerano ancora la politica significativamente restrittiva. I mercati dei futures continuano a scontare la possibilità di tagli dei tassi di due quarti di punto entro la fine del 2026.
La Fed resta in equilibrio, gli investitori si concentrano sui profitti
La forza del mercato all’inizio della sessione è stata trainata principalmente dai titoli dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale, dopo che utili forti e prospettive ottimistiche hanno rafforzato la resilienza della domanda trainata dall’intelligenza artificiale. Seagate è cresciuta dopo aver superato le aspettative e aver evidenziato una forte domanda per l’archiviazione di dati basati sull’intelligenza artificiale, mentre ASML ha riportato ordini record e previsioni ottimistiche a lungo termine relative all’espansione dell’intelligenza artificiale. I rapporti secondo cui i giganti della tecnologia cinese hanno ricevuto l’approvazione per l’acquisto dei chip AI avanzati di Nvidia hanno ulteriormente supportato il settore, rafforzando Nvidia e rivali come Micron e Taiwan Semiconductor e spingendo l’ETF VanEck Semiconductor a un nuovo massimo di 52 settimane. Nonostante questi guadagni, il rally non è riuscito ad estendersi significativamente oltre i chip, lasciando l’indice più ampio vulnerabile mentre l’attenzione si è spostata sulla Fed.
Gli utili rimangono un obiettivo chiave nel breve termine, con i risultati di Microsoft, Meta Platforms e Tesla attesi dopo la chiusura del mercato, seguiti da Apple giovedì. Al di fuori del settore della grande tecnologia, Starbucks ha registrato la prima crescita del traffico in due anni e ha superato le aspettative di vendita, anche se i profitti sono stati inferiori alle aspettative. I dati di mercato hanno mostrato un quadro contrastante, con diversi titoli industriali, energetici e di semiconduttori che hanno toccato nuovi massimi, tra cui Johnson & Johnson, Northrop Grumman, Lam Research e Micron, mentre un gruppo più piccolo di nomi nei servizi finanziari, nella sanità e nelle buste paga ha toccato nuovi minimi. Nel complesso, la sessione ha chiarito che il mercato sta ancora scommettendo molto sulla leadership guidata dall’intelligenza artificiale, poiché gli investitori attendono segnali più chiari sulla politica monetaria e sulla crescita degli utili per sostenere progressi più ampi.
Grafico giornaliero del Dow Jones
Domande frequenti sul Dow Jones
Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi del mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L’indice è ponderato per il prezzo e non per la capitalizzazione. Si calcola sommando i prezzi dei singoli titoli e dividendoli per un fattore, che attualmente è 0,152. L’indice è stato fondato da Charles Dow, fondatore anche del Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per non essere sufficientemente rappresentativo, poiché riflette solo 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l’S&P 500.
Molti fattori diversi determinano il Dow Jones Industrial Average (DJIA). La performance complessiva di ciascuna società, divulgata nelle relazioni trimestrali sugli utili delle società, è la più importante. Anche i dati macroeconomici statunitensi e globali contribuiscono poiché influiscono sul sentiment degli investitori. Anche il livello dei tassi di interesse fissati dalla Federal Reserve (Fed) influenza il DJIA perché influisce sul costo del denaro, sul quale molte aziende fanno molto affidamento. Pertanto, l’inflazione può essere un fattore importante, oltre ad altri parametri che influenzano le decisioni della Fed.
La Teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per identificare il trend primario del mercato azionario. Un passo importante è confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) e del Dow Jones Transportation Average (DJTA) e monitorare solo le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. Il volume è un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi di analisi picco-valle. La teoria di Dow presuppone tre fasi di tendenza: accumulazione, quando il denaro intelligente inizia a comprare o vendere; partecipazione pubblica, quando partecipa il grande pubblico; e distribuzione quando il denaro intelligente scompare.
Esistono diversi modi per commerciare con il DJIA. Uno è quello di utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo invece di dover acquistare azioni di tutte le 30 società coinvolte. Un esempio lampante è l’ETF SPDR Dow Jones Industrial Average (DIA). I contratti futures DJIA consentono ai trader di speculare sul valore futuro dell’indice e le opzioni danno il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’indice in futuro a un prezzo predeterminato. I fondi comuni di investimento consentono agli investitori di acquistare una parte di un portafoglio diversificato di azioni DJIA, fornendo esposizione all’indice complessivo.














