La coppia AUD/JPY estende il rally vicino a 108,50 durante la prima sessione europea di giovedì. Le preoccupazioni per la situazione fiscale e l’incertezza politica in Giappone gravano sullo yen giapponese (JPY) rispetto al dollaro australiano (AUD). Il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha annunciato l’intenzione di sospendere l’imposta sui consumi del paese se il suo Partito Liberal Democratico dovesse vincere le elezioni dell’8 febbraio.
Nel frattempo, le speculazioni su un possibile intervento da parte delle autorità giapponesi potrebbero aiutare a limitare le perdite dello JPY. Takaichi ha avvertito durante il fine settimana che le autorità sono pronte a prendere le misure necessarie contro movimenti di mercato speculativi e altamente insoliti.
Analisi tecnica:
Sul grafico giornaliero, l’AUD/JPY rimane al di sopra dell’EMA a 100 giorni, mantenendo intatto il trend rialzista complessivo. Il prezzo è leggermente al di sopra della banda di Bollinger superiore a 108,39, indicando un forte avanzamento man mano che le bande si allargano. L’RSI è vicino alla soglia di ipercomprato a 68,31, confermando un forte slancio rialzista. Una chiusura giornaliera al di sopra della banda potrebbe estendere il movimento, mentre un rifiuto aprirebbe uno scivolo correttivo verso la banda centrale.
Le bande di Bollinger continuano ad espandersi, mantenendo elevata la volatilità mentre il trend continua. La EMA a 100 giorni a 102,46 rimane un trend minimo inferiore. Un RSI inferiore a 70 lascia spazio limitato a condizioni di ipercomprato. Una tendenza al ribasso da qui indicherebbe un consolidamento piuttosto che un’inversione. Il supporto iniziale è visibile nella banda centrale a 106,35, seguita dalla banda di Bollinger inferiore a 104,35. Rimanere al di sopra della fascia media ascendente manterrebbe intatta la tendenza rialzista.
(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.















