L’argento (XAG/USD) è in netto calo, scambiato intorno ai 109,40 dollari nel momento in cui scriviamo giovedì, in ribasso del 6,50% dopo aver toccato un nuovo massimo storico di 121,66 dollari. Dopo un forte rally alimentato dalla domanda di beni rifugio, il mercato dell’argento sta prendendo una pausa mentre gli investitori si bloccano nei profitti in un contesto di crescente volatilità.
La domanda di metalli preziosi continua ad essere sostenuta dalle tensioni geopolitiche. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato l’Iran a riprendere i colloqui sul nucleare e ha avvertito che un futuro attacco statunitense sarebbe molto più grave. In risposta, Teheran ha minacciato ritorsioni contro gli Stati Uniti, Israele e i loro alleati, aumentando l’insicurezza e sostenendo beni rifugio come l’argento.
Secondo Reuters, l’analista di Marex Edward Meir osserva che l’aumento del debito statunitense e la graduale frammentazione del sistema commerciale globale in blocchi regionali stanno incoraggiando gli investitori a ridurre la loro esposizione a un modello incentrato sugli Stati Uniti e ad aumentare l’allocazione ai metalli preziosi. Questo cambiamento strutturale continua a sostenere la domanda di argento a lungo termine nonostante le correzioni a breve termine.
Anche le preoccupazioni circa l’indipendenza della Federal Reserve americana (Fed) pesano sul sentiment. L’amministrazione Trump sta conducendo un’indagine penale sul presidente della Fed Jerome Powell e sta valutando cambiamenti all’interno dell’istituzione, aumentando l’incertezza sulla futura credibilità della politica monetaria statunitense. In questo contesto, il dollaro statunitense (USD) sta faticando a ritrovare uno slancio sostenuto, rafforzando l’attrattiva dell’argento come copertura contro il rischio valutario.
Sul fronte macroeconomico, la Fed lascia i tassi di interesse invariati nell’intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75%, ma ammette che l’inflazione rimane elevata e l’incertezza economica rimane elevata. Gli ultimi dati sul mercato del lavoro indicano una continua resilienza, ma la stabilizzazione della disoccupazione e la crescita moderata dell’occupazione suggeriscono un atteggiamento cauto da parte della banca centrale. Secondo Commerzbank, la Fed non ha fretta di effettuare ulteriori tagli dei tassi di interesse a meno che gli indicatori economici non peggiorino in modo significativo.
Nel complesso, l’attuale calo dei prezzi dell’argento sembra essere in gran parte dovuto ad aggiustamenti tecnici e a prese di profitto a seguito di un rally straordinario. I fondamentali, sostenuti dai rischi geopolitici, dall’incertezza politica negli Stati Uniti e dalla continua debolezza del dollaro USA, continuano a sostenere l’interesse per l’argento nel medio termine.
Domande frequenti sull’argento
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato tra gli investitori. In passato veniva utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, i trader possono rivolgersi all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura durante i periodi di elevata inflazione. Gli investitori possono acquistare argento fisico in monete o lingotti o scambiarlo attraverso veicoli come i fondi negoziati in borsa che ne seguono il prezzo sui mercati internazionali.
Il prezzo dell’argento può variare in base a diversi fattori. L’instabilità geopolitica o il timore di una profonda recessione possono far aumentare i prezzi dell’argento a causa del suo status di bene rifugio, anche se in misura minore rispetto all’oro. Essendo un asset non redditizio, l’argento tende ad apprezzarsi quando i tassi di interesse sono più bassi. I suoi movimenti dipendono anche dal comportamento del dollaro statunitense (USD) quando l’asset è valutato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a tenere sotto controllo i prezzi dell’argento, mentre un dollaro più debole probabilmente spingerà i prezzi più in alto. Anche altri fattori come la domanda di investimenti, l’offerta mineraria (l’argento è molto più comune dell’oro) e i tassi di riciclaggio possono influenzare i prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori quali l’elettronica o l’energia solare, perché ha una delle conduttività elettriche più elevate di qualsiasi altro metallo, più del rame e dell’oro. Un aumento della domanda può far aumentare i prezzi, mentre una diminuzione tende ad abbassarli. Anche le dinamiche nelle economie di Stati Uniti, Cina e India possono contribuire alle fluttuazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i loro grandi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi; In India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso per la gioielleria gioca un ruolo cruciale nella determinazione dei prezzi.
Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento tende a seguire l’esempio poiché il loro status di bene rifugio è simile. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa di entrambi i metalli. Alcuni investitori potrebbero considerare un rapporto elevato come un indicatore del fatto che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe indicare che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.















