Gli analisti di Société Générale prevedono che nel 2026 dominerà la disinflazione, trainata da una crescita salariale moderata e da una dinamica favorevole delle materie prime. Prevedono un’inflazione complessiva in media dell’1,7% nel 2026, rispetto al 2,1% nel 2025. Gli analisti sottolineano rischi bilaterali che potrebbero avere un impatto su questa prospettiva, compresi fattori come l’eccesso di offerta in Cina e i mercati energetici.
Tendenze e previsioni dell’inflazione
“Ci aspettiamo ancora che nel 2026 prevalga la narrazione della disinflazione, anche se i rischi bilaterali potrebbero cambiare leggermente il quadro. È probabile un calo visivo dell’inflazione, anche se la consueta incertezza stagionale di gennaio implica che il risultato dovrebbe essere interpretato con una certa cautela”.
“Ci aspettiamo che la disinflazione dominerà nel 2026, guidata da una moderata crescita salariale e da dinamiche favorevoli delle materie prime, in particolare del Brent e dei prezzi agricoli. Prevediamo che l’inflazione complessiva sarà in media all’1,7% nel 2026, in aumento rispetto al 2,1% nel 2025, anche se permangono rischi bilaterali, tra cui l’eccesso di offerta della Cina, il cambio estero, i mercati energetici, la posizione fiscale della Germania e le pressioni demografiche”.
“La tendenza disinflazionistica dovrebbe iniziare a gennaio, quando gli effetti base e gli aggiustamenti annuali più morbidi dei prezzi regolamentati (assicurazioni, energia, sanità, comunicazioni, ecc.) ridurranno l’inflazione complessiva all’1,7% su base annua dall’1,9% di dicembre, anche se i cambiamenti metodologici aumentano l’incertezza”.
(Questo articolo è stato creato utilizzando uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un editore.)















