Venerdì l’euro (EUR) ha ripreso il suo trend rialzista immediato rispetto allo yen giapponese (JPY). La coppia viene scambiata a 185,25 nel momento in cui scriviamo, sopra il minimo della sessione di 184,40, con lo JPY che perde terreno rispetto ai suoi principali rivali in vista delle elezioni anticipate di questo fine settimana.

Lo yen è stata una delle valute con la performance più debole tra le principali valute del G8 per la seconda settimana consecutiva, poiché gli investitori restano preoccupati che le elezioni possano dare al Primo Ministro Sanae Takaichi un sostegno più forte per continuare le sue politiche fiscali espansive e il rischio di una crisi del debito incombe.

Takaichi probabilmente otterrà una netta vittoria

Takaichi sta godendo di una crescente popolarità e i recenti sondaggi sono chiaramente positivi. Un giornale locale ha riferito che il Partito Liberal Democratico (LDP) al governo potrebbe assicurarsi fino a 300 dei 450 seggi nella camera bassa del Giappone, un risultato che consentirebbe a Takaichi di governare senza restrizioni di coalizione: uno scenario che preoccupa i mercati.

In Europa, i dati provenienti dalla Germania venerdì sono stati meno che incoraggianti, con la produzione industriale in contrazione ben al di sopra delle aspettative a dicembre. Tuttavia, l’euro mantiene un tono leggermente rialzista, sostenuto dal messaggio aggressivo della Banca Centrale Europea (BCE) giovedì.

La BCE ha mantenuto i tassi di interesse al 2%, ma è anche rimasta fedele alle previsioni di inflazione e ha minimizzato le preoccupazioni sull’impatto deflazionistico di un euro forte. Christine Lagarde ha ribadito che la politica monetaria è in “buona forma” e ha suggerito che i tassi di interesse rimarranno stabili nel prossimo futuro.

Domande frequenti sullo yen giapponese

Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.

Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.

Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.

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