Lunedì l’euro (EUR) si è stabilizzato rispetto allo yen giapponese (JPY), con la coppia EUR/JPY che ha cancellato alcune delle perdite osservate in precedenza nella sessione asiatica in seguito ai risultati delle elezioni in Giappone. Al momento in cui scriviamo, il prezzo incrociato è intorno a 185,75, in ripresa da un minimo intraday di 184,87.

L’euro sta anche ricevendo un certo sostegno da un dato più forte del previsto sulla fiducia degli investitori Sentix, con l’indice in aumento da -1,8 di gennaio a 4,2 di febbraio.

In termini di dati, il quadro economico nell’Eurozona rimane debole questa settimana, lasciando gli investitori a prendere spunto da un ampio elenco di relatori della Banca Centrale Europea (BCE) sulla direzione a breve termine dell’euro. Lunedì sono previsti i discorsi di Joachim Nagel, presidente della Bundesbank, e Christine Lagarde, presidente della BCE.

Guardando avanti a venerdì, l’attenzione si concentrerà sulle pubblicazioni preliminari sullo sviluppo dell’occupazione (4° trimestre) e sul prodotto interno lordo destagionalizzato (4° trimestre).

Come riportato da Reuters, il membro del Consiglio direttivo Gediminas Šimkus ha dichiarato lunedì che i tassi di interesse sono attualmente a livelli neutrali e che la crescita economica è vicina al suo potenziale.

Šimkus ha aggiunto che la probabilità che la prossima mossa politica sia un aumento o un taglio dei tassi è equilibrata, descrivendo le prospettive come una decisione “50/50”.

D’altro canto, lo yen rimane forte in risposta ai risultati elettorali del Giappone, dopo che il Partito Liberal Democratico al governo del Primo Ministro Sanae Takaichi ha ottenuto una storica vittoria schiacciante.

Mentre i mercati vedono il risultato chiave come un sostegno alla domanda interna, permangono preoccupazioni sul già elevato debito pubblico del Giappone dopo che Takaichi ha ribadito i piani di sospendere l’imposta sui consumi dell’8% sui prodotti alimentari per due anni e di introdurre tagli fiscali mirati e spesa fiscale per sostenere le famiglie e i consumi.

Anche se Takaichi ha cercato di rassicurare i mercati dicendo che non ricorrerà all’emissione di nuovo debito per finanziare la sospensione dell’imposta sulle vendite di prodotti alimentari, ha anche riconosciuto le preoccupazioni per l’eccessiva debolezza dello yen, aggiungendo che vuole “creare un’economia in grado di resistere ai cambiamenti dei tassi di cambio”.

Nel frattempo, il reddito da lavoro in Giappone è aumentato del 2,4% su base annua a dicembre, rispetto all’1,7% di novembre, inferiore alle aspettative del mercato del 3,0%. I trader stanno ora rivolgendo la loro attenzione al rapporto sull’indice dei prezzi alla produzione (PPI), in uscita giovedì.

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