Lunedì lo yen giapponese (JPY) sta attirando nuovi acquisti contro il dollaro statunitense (USD), con il cambio USD/JPY che interrompe una serie di sei giorni di vittorie consecutive mentre la pressione di vendita generalizzata pesa sul biglietto verde e lo yen rimane forte su tutta la linea dopo l’esito delle elezioni in Giappone. Al momento in cui scriviamo, la coppia USD/JPY viene scambiata intorno a 155,92, in calo di quasi lo 0,75% rispetto alla giornata.
Il Partito Liberal Democratico (LDP) al governo del Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi ha vinto 316 dei 465 seggi nella Camera bassa, dando al governo una “supermaggioranza” e la capacità di prevalere sulla Camera alta.
Il forte risultato apre la strada a un’agenda fiscale espansiva, compresi i piani per sospendere per due anni l’imposta sui consumi alimentari dell’8% e introdurre tagli fiscali e spese mirati a sostegno delle famiglie e dei consumi.
Takaichi ha cercato di calmare i mercati affermando che il governo non si assumerà nuovo debito per finanziare il taglio delle tasse alimentari, ma gli investitori rimangono cauti su come le misure verranno infine finanziate.
I piani fiscali più espansivi del governo potrebbero aumentare le pressioni inflazionistiche nei prossimi trimestri. Ciò ha aumentato la speculazione del mercato secondo cui la Banca del Giappone (BoJ) potrebbe affrontare una crescente pressione per aumentare i tassi di interesse prima del previsto.
Nel frattempo, l’eccessiva debolezza dello yen continua a tenere in allerta le autorità giapponesi e ad alimentare speculazioni su un possibile intervento valutario.
Il segretario capo del gabinetto giapponese Kihara ha dichiarato lunedì che i recenti movimenti dello yen sono stati “alquanto rapidi e unilaterali”, aggiungendo che il governo è preoccupato per le fluttuazioni unilaterali ed eccessive nel mercato dei cambi e sta monitorando gli sviluppi valutari con grande urgenza.
Negli Stati Uniti, le politiche commerciali aggressive del presidente Donald Trump e i ripetuti attacchi all’indipendenza della Federal Reserve (Fed) continuano a rappresentare un freno per il dollaro statunitense mentre gli investitori continuano a ridurre l’esposizione in un contesto di crescenti preoccupazioni sulla credibilità della politica.
Oltre alle difficoltà del dollaro, i mercati continuano a scontare circa due tagli dei tassi da parte della Fed quest’anno. I trader stanno ora aspettando la pubblicazione ritardata dei dati sull’occupazione non agricola (NFP) e sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) previsti per questa settimana, per avere indicazioni sui tempi e sul ritmo dell’allentamento.
Il consigliere senior della Casa Bianca Kevin Hassett ha detto lunedì scorso che “dovremmo aspettarci numeri sull’occupazione leggermente inferiori”, aggiungendo che “i numeri sull’occupazione più bassi non dovrebbero causare panico”.
Guardando al futuro, si prevede che il governatore della Fed Christopher Waller, Stephen Miran e il presidente della Fed di Atlanta Raphael Bostic parleranno nel corso della giornata, mentre l’attenzione si concentrerà anche sul rapporto sulle vendite al dettaglio previsto per martedì.
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.















