Mercoledì l’USD/CHF è in chiaro trend al ribasso sul grafico giornaliero, scambiato vicino a 0,7720, ben al di sotto sia dell’EMA a 50 giorni (media mobile esponenziale) a 0,7868 che dell’EMA a 200 giorni a 0,8120. La coppia è rimbalzata dai minimi di fine gennaio a 0,7605, ma non è riuscita a riguadagnare terreno significativo poiché massimi e minimi decrescenti dallo swing massimo di gennaio a 0,8040 dettano la struttura. Il rilascio ritardato di mercoledì dei dati sull’occupazione non agricola (NFP) di gennaio si è attestato a 130.000, quasi il doppio del consenso di 70.000 e ben al di sopra dei 48.000 rivisti di dicembre. Tuttavia, le revisioni annuali dei benchmark da parte del Bureau of Labor Statistics (BLS) hanno mostrato un quadro diverso, riducendo l’occupazione totale non agricola di 898.000 nel 2025 e riducendo la crescita media mensile dell’occupazione a soli 15.000 dai 49.000 precedentemente riportati. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,4% al 4,3%, mentre i salari orari medi sono aumentati dello 0,4% su base mensile, al di sopra della previsione dello 0,3%. Notizie più forti del previsto e una crescita salariale più sostenuta hanno spinto le aspettative di taglio dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed) dalla primavera a luglio, provocando un deprezzamento a breve termine del dollaro statunitense (USD).
I dati tecnici tendono ancora verso il lato ribassista
Negli intervalli temporali inferiori, l’oscillatore stocastico (14.5.5) si sta muovendo nella metà inferiore della scala dell’indicatore, uscendo dal territorio ipervenduto e suggerendo che uno slancio rialzista si sta sviluppando nel breve termine. La coppia ha visto un rimbalzo intraday in seguito ai dati NFP, ma il prezzo rimane al di sotto dell’area 0,7750 in cui i venditori sono entrati durante le sessioni della scorsa settimana. Affinché i rialzisti possano guadagnare terreno, sarebbe necessaria una rottura prolungata sopra 0,7800 per sfidare l’EMA a 50 giorni a 0,7868. D’altro canto, un fallimento sopra 0,7650 aprirebbe la strada al minimo del 2026 a 0,7605, con il livello psicologico di 0,7500 come prossimo obiettivo al di sotto. Il discorso del governatore della Fed Schmid ha ricevuto oggi un rating da falco pari a 7,0, e con il governatore della Fed Bowman che interverrà più tardi, la direzione della coppia giovedì dipenderà probabilmente dal fatto che il mercato continui a rivalutare ulteriori tagli dei tassi o si concentri nuovamente sul debole trend di fondo del mercato del lavoro per il 2025 rivelato dalle revisioni del benchmark.
Grafico giornaliero USD/CHF
Domande frequenti sul franco svizzero
Il franco svizzero (CHF) è la valuta ufficiale della Svizzera. È una delle dieci valute più scambiate al mondo e ha un volume che supera di gran lunga le dimensioni dell’economia svizzera. Il suo valore è determinato, tra l’altro, dall’umore generale del mercato, dalla situazione economica del Paese o dalle misure adottate dalla Banca nazionale svizzera (BNS). Tra il 2011 e il 2015 il franco svizzero è stato ancorato all’euro (EUR). L’ancoraggio del tasso di cambio è stato improvvisamente rimosso, provocando un aumento del valore del franco di oltre il 20% e provocando turbolenze sui mercati. Anche se l’ancoraggio non è più in vigore, gli asset in CHF tendono ad essere altamente correlati con quelli dell’euro a causa dell’elevata dipendenza dell’economia svizzera dalla vicina Eurozona.
Il franco svizzero (CHF) è considerato un rifugio sicuro o una valuta che gli investitori tendono ad acquistare durante i periodi di stress del mercato. Ciò è dovuto alla posizione percepita della Svizzera nel mondo: un’economia stabile, un forte settore delle esportazioni, elevate riserve delle banche centrali o una posizione politica di lunga data sulla neutralità nei conflitti globali rendono la valuta nazionale una buona scelta per gli investitori avversi al rischio. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore del CHF rispetto ad altre valute considerate più rischiose da investire.
La Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce quattro volte l’anno – una volta al trimestre, meno spesso delle altre principali banche centrali – per decidere sulla politica monetaria. La banca mira a un tasso di inflazione annuo inferiore al 2%. Se l’inflazione è superiore all’obiettivo o si prevede che lo sarà nel prossimo futuro, la banca tenterà di contenere gli aumenti dei prezzi aumentando il tasso di interesse di riferimento. Tassi di interesse più elevati hanno generalmente un impatto positivo sul franco svizzero (CHF) poiché portano a rendimenti più elevati e rendono il paese più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il CHF.
La pubblicazione dei dati macroeconomici in Svizzera è fondamentale per valutare la situazione economica e può avere un impatto sulla valutazione del franco svizzero (CHF). L’economia svizzera è sostanzialmente stabile, ma qualsiasi cambiamento improvviso nella crescita economica, nell’inflazione, nelle partite correnti o nelle riserve estere della banca centrale può causare fluttuazioni del CHF. In generale, l’elevata crescita economica, la bassa disoccupazione e l’elevata fiducia sono positivi per il CHF. Al contrario, se i dati economici indicano un indebolimento dello slancio, è probabile che il CHF si deprezzi.
Essendo un’economia piccola e aperta, la Svizzera dipende fortemente dalla salute delle economie vicine dell’Eurozona. L’Unione europea nel suo insieme è il partner economico più importante della Svizzera e un importante alleato politico. Pertanto, la stabilità macroeconomica e monetaria nell’Eurozona è essenziale per la Svizzera e quindi per il franco svizzero (CHF). Data questa dipendenza, alcuni modelli suggeriscono che la correlazione tra il destino dell’euro (EUR) e quello del franco svizzero è superiore al 90% o quasi perfetta.















