L’AUD/USD viene scambiato intorno a 0,7140 nel momento in cui scriviamo giovedì, in rialzo dello 0,21% nel corso della giornata, dopo aver toccato brevemente il massimo di tre anni a 0,7147. La coppia sta scendendo leggermente da questi livelli mentre il dollaro statunitense (USD) riacquista un po’ di slancio in seguito ai solidi dati sull’occupazione negli Stati Uniti, ma rimane saldamente supportato sopra la soglia psicologica di 0,7100.

Il dollaro australiano (AUD) continua a beneficiare dello slancio interno favorevole. I dati diffusi dal Melbourne Institute mostrano che le aspettative di inflazione dei consumatori australiani sono aumentate dal 4,6% di gennaio al 5% di febbraio, raggiungendo il livello più alto in quasi tre anni. La ripresa sta alimentando la speculazione secondo cui la Reserve Bank of Australia (RBA) potrebbe restringere ulteriormente la politica monetaria per frenare le pressioni sui prezzi.

La scorsa settimana la RBA ha alzato il tasso di interesse di riferimento al 3,85% per la prima volta in più di due anni e ha segnalato che ulteriori rialzi dei tassi sarebbero possibili se l’inflazione si dimostrasse persistente. Il governatore Michele Bullock ha ribadito che la banca centrale resta impegnata sui dati e non esclude un ulteriore aumento se le aspettative di inflazione rimangono elevate.

Anche le dichiarazioni aggressive del vicegovernatore della RBA Andrew Hauser sottolineano la forza dell’australiano. Ma gli strateghi dell’OCBC sottolineano una disconnessione tra la resilienza del mercato forex e il tono più cauto nei mercati dei tassi di interesse, dove gli swap sugli indici overnight scontano solo un limitato ulteriore inasprimento.

Da parte degli Stati Uniti, il rapporto Nonfarm Payrolls (NFP) di mercoledì ha mostrato che l’occupazione è aumentata di 130.000 unità a gennaio, quasi il doppio delle 70.000 previste. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,4% al 4,3%. Sebbene la concentrazione dei guadagni occupazionali nel settore sanitario e le revisioni al ribasso dei dati precedenti smorzino l’ottimismo, i numeri mitigano i timori di un forte rallentamento del mercato del lavoro.

Giovedì, le richieste iniziali settimanali di disoccupazione sono scese a 227.000, confermando una certa resilienza delle condizioni occupazionali. In questo contesto, le aspettative di un imminente taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed) vengono ridimensionate. I mercati dei futures hanno ridotto significativamente la probabilità di un allentamento già a marzo e ora sono favorevoli a un possibile taglio a giugno.

Prezzo in dollari australiani oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale del dollaro australiano (AUD) rispetto alle principali valute elencate oggi. Il dollaro australiano è stato il più forte rispetto al dollaro statunitense.

Dollaro statunitense euro Sterlina inglese Yen giapponese CAD AUD NZD CHF
Dollaro statunitense -0,08% -0,26% -0,08% -0,02% -0,15% -0,36% -0,26%
euro 0,08% -0,19% 0,02% 0,04% -0,09% -0,28% -0,18%
Sterlina inglese 0,26% 0,19% 0,19% 0,25% 0,11% -0,09% 0,00%
Yen giapponese 0,08% -0,02% -0,19% 0,04% -0,08% -0,32% -0,19%
CAD 0,02% -0,04% -0,25% -0,04% -0,13% -0,35% -0,24%
AUD 0,15% 0,09% -0,11% 0,08% 0,13% -0,20% -0,10%
NZD 0,36% 0,28% 0,09% 0,32% 0,35% 0,20% 0,10%
CHF 0,26% 0,18% -0,00% 0,19% 0,24% 0,10% -0,10%

La mappa termica mostra le variazioni percentuali tra le valute più importanti. La valuta di base viene selezionata dalla colonna di sinistra mentre la valuta di quotazione viene selezionata dalla riga superiore. Ad esempio, se selezioni il dollaro australiano dalla colonna di sinistra e passi al dollaro statunitense lungo la linea orizzontale, la variazione percentuale mostrata nel campo sarà AUD (Base)/USD (Tasso).

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