Questa settimana l’euro (EUR) rimane in ritirata rispetto al dollaro statunitense (USD). I tentativi di recupero della coppia dai minimi di 1,1805 si sono limitati al di sotto di 1,1850 e la valuta comune è scesa nell’area di 1,1835 tra le voci secondo cui la presidente della Banca Centrale Europea (BCE) Christine Lagarde intende lasciare la banca prima della fine del suo mandato nell’ottobre 2027.

Un rapporto del Financial Times pubblicato mercoledì afferma che Lagarde sta valutando di dimettersi dalla carica di presidente della Bce prima delle elezioni francesi del maggio 2027 per dare al presidente francese Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Merz la possibilità di scegliere il suo successore.

La notizia ha scosso un mercato altrimenti sonnolento, con gli investitori in attesa della pubblicazione dei verbali della riunione di gennaio della Federal Reserve, prevista per mercoledì. Si prevede che tale rapporto, insieme al prodotto interno lordo (PIL) degli Stati Uniti del quarto trimestre e all’indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE) di gennaio, in uscita venerdì, forniranno la direzione a breve termine della coppia.

Analisi tecnica: la coppia EUR/USD rimane vulnerabile al di sotto della linea di tendenza invertita

La coppia EUR/USD ha trovato supporto nell’area 1.1800 ma il trend immediato rimane ribassista, ma è al di sotto della linea di tendenza rotta ed è ora vicino a 1.1880. Gli indicatori sul grafico a 4 ore rimangono moderatamente negativi. La linea della media mobile di convergenza e divergenza (MACD) rimane sotto lo zero e il Relative Strength Index (RSI) è a 43, sotto la linea mediana, che rappresenta un tono morbido.

La resistenza si trova a 1,1855, mantenendo per ora i rialzisti davanti all’area 1,1880-1,1890, dove la suddetta linea di tendenza e i massimi del 12-13 febbraio incontrano il ritracciamento di Fibonacci 38,2 del sell-off di fine gennaio.

D’altro canto, il supporto immediato si trova al minimo di martedì di 1,1805, che chiude il percorso verso il minimo del 6 febbraio di 1,1765.

(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)

Domande frequenti della BCE

La Banca Centrale Europea (BCE) con sede a Francoforte, in Germania, è la banca di riserva dell’Eurozona. La BCE fissa i tassi di interesse e gestisce la politica monetaria per la regione. Il mandato principale della BCE è garantire la stabilità dei prezzi, il che significa mantenere l’inflazione intorno al 2%. Lo strumento principale per raggiungere questo obiettivo è aumentare o abbassare i tassi di interesse. Tassi di interesse relativamente elevati di solito portano a un euro più forte e viceversa. Il Consiglio direttivo della BCE prende le decisioni di politica monetaria in otto riunioni all’anno. Le decisioni vengono prese dai capi delle banche nazionali della zona euro e da sei membri permanenti, tra cui la presidente della BCE Christine Lagarde.

In situazioni estreme, la Banca Centrale Europea può introdurre uno strumento politico chiamato allentamento quantitativo. Il QE è il processo attraverso il quale la BCE stampa euro e li utilizza per acquistare asset – solitamente titoli di stato o obbligazioni societarie – da banche e altri istituti finanziari. Il QE di solito porta a un euro più debole. Il QE è l’ultima risorsa quando è improbabile che il semplice abbassamento dei tassi di interesse raggiunga l’obiettivo della stabilità dei prezzi. La BCE l’ha utilizzata durante la Grande Crisi Finanziaria del 2009-2011, nel 2015 quando l’inflazione è rimasta ostinatamente bassa, e durante la pandemia di Covid.

L’inasprimento quantitativo (QT) è l’opposto del QE. Viene effettuato dopo l’allentamento quantitativo, quando è in corso una ripresa economica e l’inflazione comincia a salire. Mentre la Banca Centrale Europea (BCE) acquista titoli di stato e obbligazioni societarie dalle istituzioni finanziarie nella fase di QE per fornire loro liquidità, nella fase QT la BCE smette di acquistare più obbligazioni e non investe più il capitale dovuto nelle obbligazioni che già detiene. Di solito è positivo (o rialzista) per l’euro.

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