Mercoledì il cambio EUR/GBP è in calo mentre l’euro (EUR) è sotto pressione dopo che i media hanno riferito che Christine Lagarde potrebbe dimettersi dalla carica di capo della Banca Centrale Europea (BCE) prima della fine del suo mandato nell’ottobre 2027. Al momento in cui scriviamo, la coppia viene scambiata vicino a 0,8723, in ribasso di circa lo 0,17% sulla giornata.

Il rapporto del Financial Times ha brevemente creato ulteriore incertezza sulle prospettive della politica monetaria dell’Eurozona. Tuttavia, un portavoce della BCE ha dichiarato a Euronews che le affermazioni non sono vere, affermando: “La presidente Lagarde è completamente concentrata sulla sua missione e non ha ancora preso una decisione sulla fine del suo mandato”.

Le ultime speculazioni seguono l’annuncio a sorpresa del governatore della Banca di Francia, François Villeroy de Galhau, la settimana scorsa, delle sue dimissioni a giugno, prima della fine del suo mandato. Mercoledì Villeroy ha affermato che la BCE ha vinto la battaglia contro l’inflazione, aggiungendo che l’inflazione in Francia non è troppo bassa. Ha anche detto che la sua decisione di partire presto è stata personale.

Nel frattempo, la sterlina britannica (GBP) rimane sostanzialmente stabile a seguito dei dati contrastanti sull’inflazione provenienti dal Regno Unito. I deboli numeri sull’inflazione seguono i dati più deboli sul mercato del lavoro pubblicati martedì. Nel complesso, le recenti pubblicazioni hanno rafforzato la necessità di ulteriori tagli dei tassi di interesse da parte della Banca d’Inghilterra (BoE).

L’indice dei prezzi al consumo è sceso dello 0,5% a gennaio rispetto al mese precedente, in linea con le aspettative e invertendo l’aumento dello 0,4% di dicembre. Su base annua l’indice dei prezzi al consumo ha rallentato dal 3,4% al 3%, in linea con le previsioni. L’IPC core è sceso al 3,1% su base annua, in linea con le aspettative del mercato e in calo rispetto al 3,2% di dicembre.

I dati sui prezzi alla produzione hanno dipinto un quadro contrastante. L’IPP manifatturiero è rimasto invariato allo 0,0% su base mensile a gennaio, al di sotto delle aspettative di un aumento dello 0,2%, ma migliorando rispetto al calo del -0,1% di dicembre. Su base annua, il PPI manifatturiero è sceso dal 3,1% al 2,5% su base annua.

L’indice dei prezzi al dettaglio (RPI) è sceso dello 0,5% su base mensile a gennaio, invertendo l’aumento dello 0,7% di dicembre. Su base annua l’RPI è sceso al 3,8%, leggermente al di sotto del 3,9% previsto e in calo rispetto al 4,2% del mese precedente.

Per quanto riguarda la politica monetaria, gli economisti si aspettano che la Banca d’Inghilterra (BoE) taglierà il tasso di interesse di riferimento nella riunione di marzo, con quasi altri due tagli entro la fine dell’anno. Al contrario, si prevede che la BCE manterrà i tassi di interesse invariati fino al 2026 poiché l’inflazione nell’Eurozona rimane relativamente stabile.

L’attenzione ora è rivolta ai comunicati economici di venerdì, compresi i dati preliminari dell’Eurozona e del PMI britannico, nonché i dati sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito.

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