La coppia EUR/JPY estende i guadagni per la seconda sessione consecutiva, scambiando intorno a 182,80 durante le ore di negoziazione asiatiche di giovedì. Il trend rialzista del cross valutario potrebbe essere attenuato poiché lo yen giapponese (JPY) potrebbe trovare supporto nelle aspettative che la Banca del Giappone (BoJ) inasprirà ulteriormente la politica monetaria. Secondo Reuters, i mercati scontano una probabilità di quasi l’80% di un rialzo dei tassi della BOJ nell’aprile 2026. Tuttavia, i politici probabilmente esamineranno i dati futuri prima di decidere su un ulteriore inasprimento.

Gli ordini principali di macchinari in Giappone sono aumentati del 19,1% su base mensile (su base mensile) raggiungendo 1.052,5 miliardi di yen a dicembre 2025, riprendendosi da un calo dell’11% a novembre e superando di gran lunga le aspettative di un aumento del 4,5%. L’aumento, il più marcato in più di un decennio, è stato determinato da ingenti ordini una tantum da parte delle raffinerie e dei produttori di combustibile nucleare. Su base annua, gli ordini del settore privato sono aumentati del 16,8% a dicembre, invertendo il calo del 6,4% di novembre e battendo le previsioni di un aumento del 3,9%.

Il Financial Times ha riferito che la presidente della Banca centrale europea (BCE) Christine Lagarde potrebbe dimettersi prima delle dimissioni previste nell’ottobre 2027. Il rapporto afferma che Lagarde voleva dare al presidente francese Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Friedrich Merz il tempo di concordare il loro successore, sebbene non fosse stato fissato alcun calendario.

Guardando al futuro, gli operatori si concentreranno sui dati dell’indice nazionale dei prezzi al consumo (CPI) del Giappone, in uscita venerdì. L’attenzione si sposterà sui valori preliminari dell’indice dei direttori agli acquisti (PMI) della Germania e dell’Eurozona.

Domande frequenti sulla Banca del Giappone

La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese che stabilisce la politica monetaria del paese. La sua missione è emettere banconote ed effettuare controlli monetari e monetari per garantire la stabilità dei prezzi, il che significa un obiettivo di inflazione di circa il 2%.

La Banca del Giappone ha introdotto una politica monetaria estremamente espansiva nel 2013 per stimolare l’economia e aumentare l’inflazione in un contesto di bassa inflazione. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ovvero sulla stampa di banconote per acquistare attività come obbligazioni governative o societarie per fornire liquidità. Nel 2016, la banca ha raddoppiato la sua strategia e allentato ulteriormente le sue politiche, introducendo prima tassi di interesse negativi e poi controllando direttamente il rendimento dei suoi titoli di stato a 10 anni. Nel marzo 2024, la BoJ ha alzato i tassi di interesse, invertendo di fatto la sua politica monetaria estremamente accomodante.

Le massicce misure di stimolo della banca hanno portato ad una svalutazione dello yen rispetto ai suoi principali partner valutari. Questo processo si è intensificato nel 2022 e nel 2023 a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali, che hanno optato per un forte aumento dei tassi di interesse per combattere decenni di inflazione. Le politiche della BoJ hanno portato ad un ampliamento del differenziale con le altre valute e hanno depresso il valore dello yen. Questa tendenza è stata parzialmente invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare la sua posizione politica ultra-espansiva.

L’indebolimento dello yen e l’aumento dei prezzi globali dell’energia hanno portato ad un aumento dell’inflazione giapponese, che ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ. A questo movimento ha contribuito anche la prospettiva di un aumento dei salari nel paese, un fattore chiave per l’inflazione.

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