Giovedì il franco svizzero (CHF) crolla rispetto al dollaro statunitense (USD), sotto la pressione della rinnovata forza del biglietto verde. Al momento in cui scriviamo, il tasso USD/CHF viene scambiato intorno a 0,7750, in ripresa dopo aver toccato un minimo intraday vicino a 0,7694.
Gli ultimi dati economici della Svizzera hanno contribuito poco all’apprezzamento del franco. A gennaio le esportazioni sono salite a 22.229 milioni di franchi dai 19.866 milioni di franchi precedenti, mentre le importazioni sono scese da 18.932 milioni di franchi a 18.411 milioni di franchi. Di conseguenza, l’eccedenza commerciale è aumentata da 934 milioni di franchi a 3818 milioni di franchi.
Tuttavia, la produzione industriale è scesa dello 0,7% su base annua nel quarto trimestre, rispetto al precedente aumento del 2%.
Il biglietto verde sta guadagnando terreno dopo che i verbali della riunione della Federal Reserve (Fed) pubblicati mercoledì hanno ribadito una posizione politica cauta, suggerendo che i funzionari non hanno fretta di allentare i tassi nonostante i lenti progressi nella lotta all’inflazione.
Diversi partecipanti hanno suggerito che nella valutazione dei dati in arrivo sarebbe probabilmente opportuno mantenere stabile il tasso di interesse per un certo periodo. I funzionari hanno lasciato la porta aperta a futuri aumenti dei tassi se l’inflazione rimanesse al di sopra del target.
Allo stesso tempo, alcuni membri hanno riconosciuto che i tagli dei tassi potrebbero essere necessari entro la fine dell’anno se le pressioni sui prezzi continueranno ad allentarsi in linea con le previsioni. I verbali affermano inoltre che “la stragrande maggioranza dei partecipanti concorda sul fatto che le condizioni del mercato del lavoro stanno mostrando segnali di stabilizzazione”.
I recenti dati economici statunitensi continuano a sostenere la tesi che la Fed rimanga invariata, anche se i mercati stanno ancora scontando circa due tagli dei tassi nella seconda metà dell’anno.
Le continue aspettative di tassi di interesse più bassi entro la fine dell’anno potrebbero agire come un ostacolo per il dollaro USA e limitare il suo potenziale di rialzo. L’indice del dollaro statunitense (DXY), che traccia il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di sei principali valute, è scambiato intorno a 97,82, il livello più alto dal 6 febbraio.
Guardando al futuro, le condizioni economiche statunitensi rimangono relativamente deboli giovedì, con le richieste iniziali settimanali di disoccupazione e il sondaggio sulla produzione della Fed di Filadelfia all’orizzonte.
Tuttavia, è probabile che l’attenzione degli investitori si sposterà sui comunicati chiave di venerdì, tra cui l’indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE) e la misura preliminare del prodotto interno lordo (PIL) degli Stati Uniti per il quarto trimestre.















