Secondo Danske Research Team, il dollaro sta consolidando i recenti guadagni, sostenuto dall’aumento dei prezzi del petrolio e dalle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran. Gli analisti indicano un ampio elenco di dati statunitensi, tra cui i PMI flash per febbraio, il PIL flash per il quarto trimestre e l’inflazione PCE per dicembre, che potrebbero influenzare la dinamica del dollaro nei prossimi giorni.
I dati e la geopolitica degli Stati Uniti sostengono il biglietto verde
“Negli Stati Uniti, è prevista la pubblicazione dei dati PMI flash di febbraio, del PIL flash del quarto trimestre e dell’inflazione PCE di dicembre”.
“Nei PMI flash, sia il PMI manifatturiero che quello dei servizi dovrebbero aumentare a febbraio, con il PMI manifatturiero a 52,6 (gennaio: 52,4) e il PMI dei servizi a 53,0 (gennaio: 52,7).”
“Per il PIL flash, il consenso prevede una crescita destagionalizzata pari al 3,0% t/t AR nel quarto trimestre del 2025, in rallentamento rispetto alla crescita eccezionalmente forte del 4,4% t/t nel terzo trimestre”.
“Infine, si prevede che l’inflazione PCE di dicembre resterà piatta al 2,8% su base annua e leggermente in aumento quella core al 2,9% su base annua”.
“L’EUR/USD è sceso ben al di sotto del livello di 1,18 mentre l’USD continua a consolidare i guadagni questa settimana, con una combinazione di fattori a sostegno del dollaro tra cui prezzi petroliferi più alti in mezzo alle rinnovate tensioni USA-Iran – con il Brent scambiato ai massimi annuali superiori a 70 dollari al barile.”
(Questo articolo è stato creato utilizzando uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un editore.)















