Martedì la coppia GBP/USD è rimasta sostanzialmente piatta, oscillando intorno a 1,3500 in una sessione tranquilla. La coppia è crollata bruscamente dal massimo di fine gennaio a 1,3870 e ora si sta consolidando in un range ristretto attorno alla media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni, con un gruppo di candele miste nelle ultime due settimane che suggeriscono indecisione a seguito del sell-off.
La Banca d’Inghilterra (BoE) ha lasciato il tasso di interesse di riferimento al 3,75% a febbraio con un voto risicato di 5 a 4, con il governatore Andrew Bailey che ha fatto pendere la bilancia a favore del suo mantenimento. Martedì, testimoniando davanti alla commissione Finanze del Parlamento, Bailey ha affermato che un taglio dei tassi a marzo è “una vera questione aperta” e ha sottolineato che l’inflazione dei prezzi dei servizi è stata del 4,4% a gennaio, ben al di sopra delle previsioni della BoE del 4,1%. Il capo economista Huw Pill ha ribadito cautela e ha messo in guardia dal farsi “ingannare” da un’inflazione complessiva che scende verso l’obiettivo del 2%. Per il resto, i dati del Regno Unito sono stati incoraggianti: il PMI di febbraio ha mostrato che l’attività del settore privato è aumentata al ritmo più rapido da aprile 2024, e le vendite al dettaglio di gennaio hanno superato le aspettative.
Per quanto riguarda il dollaro statunitense (USD), a gennaio la Federal Reserve (Fed) ha mantenuto i tassi di interesse tra il 3,50% e il 3,75%. I verbali pubblicati la scorsa settimana hanno mostrato che diversi partecipanti hanno discusso la possibilità di aumentare i tassi di interesse se l’inflazione continua ad essere al di sopra del target. La fiducia dei consumatori americani è salita leggermente a 91,2 a febbraio, anche se la componente delle aspettative è ormai al di sotto della soglia di allarme recessione di 80 per 13 mesi consecutivi. Le nuove tariffe globali del 15% di Trump continuano a pesare sulla propensione al rischio, anche se per il momento si prevede che gli accordi commerciali esistenti con il Regno Unito rimarranno in vigore.
Consolidamento intorno all’EMA a 50 giorni mentre lo stocastico scivola in territorio ipervenduto
La coppia è tornata all’EMA a 50 giorni vicino a 1,3520, che funge da punto cardine dopo aver fungeto da supporto durante il rally di gennaio. L’EMA a 200 giorni intorno a 1,3330 continua a salire ed è ben al di sotto dell’attuale movimento dei prezzi, mantenendo valido il trend rialzista complessivo dai minimi di fine 2025. L’oscillatore stocastico ha attraversato il trend ribassista e si sta muovendo in territorio ipervenduto, suggerendo che il pullback dal massimo a 1.3870 si sta estendendo verso il basso. Una rottura sotto 1,3430 aprirebbe la strada all’EMA a 200 giorni, mentre un ritorno da 1,3600 sarebbe il primo segnale di un ritorno degli acquirenti al massimo da inizio anno.
Grafico giornaliero GBP/USD
Domande frequenti sulla sterlina
La sterlina (GBP) è la valuta più antica del mondo (886 d.C.) e la valuta ufficiale del Regno Unito. Secondo i dati del 2022, è la quarta unità di valuta estera (FX) più scambiata a livello globale, rappresentando il 12% di tutte le transazioni con un valore medio di 630 miliardi di dollari al giorno. Le sue principali coppie di scambio sono GBP/USD, noto anche come “Cable”, che rappresenta l’11% del cambio, GBP/JPY o “Dragon” come viene chiamato dai trader (3%) e EUR/GBP (2%). La sterlina è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).
Il fattore più importante che influenza il valore della sterlina è la politica monetaria stabilita dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le sue decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di “stabilità dei prezzi” – un tasso di inflazione costante di circa il 2%. Il loro strumento principale per raggiungere questo obiettivo è adeguare i tassi di interesse. Se l’inflazione è troppo alta, la BoE cercherà di contenerla alzando i tassi di interesse, rendendo l’accesso al credito più costoso per privati e imprese. Ciò è generalmente positivo per la GBP poiché i tassi di interesse più elevati rendono il Regno Unito un luogo più attraente per gli investitori globali in cui parcheggiare i propri soldi. Se l’inflazione è troppo bassa, è un segnale che la crescita economica sta rallentando. In questo scenario, la BoE prenderà in considerazione la possibilità di tagliare i tassi di interesse per rendere il credito più economico, in modo che le aziende possano prendere in prestito di più per investire in progetti che stimolano la crescita.
I dati pubblicati misurano lo stato dell’economia e possono avere un impatto sul valore della sterlina. Indicatori come il PIL, i PMI manifatturieri e dei servizi e l’occupazione possono tutti influenzare la direzione della GBP. Un’economia forte è positiva per la sterlina. Ciò non solo attirerà più investimenti esteri, ma potrebbe anche incoraggiare la BoE ad aumentare i tassi di interesse, il che rafforzerà direttamente la sterlina. Altrimenti, è probabile che la sterlina crolli a causa dei dati economici deboli.
Un altro importante rilascio di dati per la sterlina è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra ciò che un paese guadagna dalle sue esportazioni e ciò che spende per le importazioni in un dato periodo. Quando un paese produce beni di esportazione desiderabili, la sua valuta beneficia esclusivamente della domanda aggiuntiva da parte di acquirenti stranieri che desiderano acquistare tali beni. Pertanto, un saldo commerciale netto positivo rafforza una valuta e viceversa, si applica un saldo negativo.















