Mercoledì la coppia GBP/USD è salita dello 0,42%, recuperando verso 1,3600 in una sessione caratterizzata da dati sull’inflazione nel Regno Unito più deboli del previsto e da una generale debolezza del dollaro statunitense. La coppia si era consolidata in un intervallo ristretto tra circa 1,3450 e 1,3520 negli ultimi giorni dopo essere scesa bruscamente dal massimo di fine gennaio a 1,3870, e la mossa di mercoledì ha spinto l’azione dei prezzi verso il lato superiore delle medie mobili chiave.
L’Office for National Statistics (ONS) ha riferito che l’inflazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) del Regno Unito è scesa al 3,0% a gennaio dal 3,4% di dicembre, un calo più marcato del previsto e il più basso dalla metà del 2025. Il calo ha rafforzato le aspettative che la Banca d’Inghilterra (BoE) taglierà i tassi di interesse nella riunione del 19 marzo, con i mercati che ora danno la possibilità di un taglio di 25 punti base a circa l’80% del prezzo. Il governatore Andrew Bailey, testimoniando davanti alla commissione finanziaria della Camera martedì, aveva già definito il taglio di marzo “una vera questione aperta”, pur sottolineando che l’inflazione dei prezzi dei servizi, al 4,4%, non si è attenuata tanto quanto aveva previsto la BoE. Il capo economista Huw Pill ha ribadito cautela e ha messo in guardia dal farsi “ingannare” da un’inflazione complessiva che scende verso l’obiettivo del 2%. I dati sull’occupazione nel Regno Unito all’inizio della settimana hanno mostrato che la disoccupazione è salita al livello più alto degli ultimi cinque anni, pari al 5,2%, sostenendo ulteriormente la necessità di un allentamento.
Il fronte del dollaro statunitense ha dato al Cable un vantaggio. Mercoledì l’indice del dollaro USA è scivolato sotto 97,80 dopo che il presidente Trump non ha dato indicazioni di un allentamento della politica tariffaria nel suo discorso sullo stato dell’Unione di martedì sera. La Federal Reserve (Fed) mantiene i tassi di interesse tra il 3,50% e il 3,75%, e i verbali di gennaio mostrano che diversi funzionari hanno discusso la possibilità di aumentare i tassi se l’inflazione rimane al di sopra del target. I colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran, previsti giovedì a Ginevra, hanno fornito ulteriore cautela geopolitica.
In ripresa dall’EMA a 50 giorni mentre lo stocastico attraversa in modo rialzista il territorio ipervenduto
La coppia è rimbalzata dall’EMA a 50 giorni (media mobile esponenziale) vicino a 1,3525, che ha agito da punto cardine dal rally di gennaio. L’EMA a 200 giorni intorno a 1,3380 continua a salire ed è ben al di sotto dell’attuale movimento dei prezzi, il che significa che il trend rialzista complessivo dalla fine del 2025 rimane valido. L’oscillatore stocastico tende al rialzo in territorio ipervenduto, suggerendo che il pullback dal massimo a 1.3870 potrebbe esaurirsi. Un aumento sostenuto sopra 1,3600 sarebbe il primo segnale di un ritorno degli acquirenti al massimo da inizio anno, mentre un mancato mantenimento dell’EMA a 50 giorni sposterebbe l’attenzione su 1,3430 e infine sull’EMA a 200 giorni.
Grafico giornaliero GBP/USD
Domande frequenti sulla sterlina
La sterlina (GBP) è la valuta più antica del mondo (886 d.C.) e la valuta ufficiale del Regno Unito. Secondo i dati del 2022, è la quarta unità di valuta estera (FX) più scambiata a livello globale, rappresentando il 12% di tutte le transazioni con un valore medio di 630 miliardi di dollari al giorno. Le sue principali coppie di scambio sono GBP/USD, noto anche come “Cable”, che rappresenta l’11% del cambio, GBP/JPY o “Dragon” come viene chiamato dai trader (3%) e EUR/GBP (2%). La sterlina è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).
Il fattore più importante che influenza il valore della sterlina è la politica monetaria stabilita dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le sue decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di “stabilità dei prezzi” – un tasso di inflazione costante di circa il 2%. Il loro strumento principale per raggiungere questo obiettivo è adeguare i tassi di interesse. Se l’inflazione è troppo alta, la BoE cercherà di contenerla alzando i tassi di interesse, rendendo l’accesso al credito più costoso per privati e imprese. Ciò è generalmente positivo per la GBP poiché i tassi di interesse più elevati rendono il Regno Unito un luogo più attraente per gli investitori globali in cui parcheggiare i propri soldi. Se l’inflazione è troppo bassa, è un segnale che la crescita economica sta rallentando. In questo scenario, la BoE prenderà in considerazione la possibilità di tagliare i tassi di interesse per rendere il credito più economico, in modo che le aziende possano prendere in prestito di più per investire in progetti che stimolano la crescita.
I dati pubblicati misurano lo stato dell’economia e possono avere un impatto sul valore della sterlina. Indicatori come il PIL, i PMI manifatturieri e dei servizi e l’occupazione possono tutti influenzare la direzione della GBP. Un’economia forte è positiva per la sterlina. Ciò non solo attirerà più investimenti esteri, ma potrebbe anche incoraggiare la BoE ad aumentare i tassi di interesse, il che rafforzerà direttamente la sterlina. Altrimenti, è probabile che la sterlina crolli a causa dei dati economici deboli.
Un altro importante rilascio di dati per la sterlina è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra ciò che un paese guadagna dalle sue esportazioni e ciò che spende per le importazioni in un dato periodo. Quando un paese produce beni di esportazione desiderabili, la sua valuta beneficia esclusivamente della domanda aggiuntiva da parte di acquirenti stranieri che desiderano acquistare tali beni. Pertanto, un saldo commerciale netto positivo rafforza una valuta e viceversa, si applica un saldo negativo.















