Mercoledì la coppia NZD/USD è salita dello 0,52%, tornando al livello di 0,6000 dopo che il dollaro USA è stato sottoposto a una maggiore pressione di vendita. La mossa ha posto fine ad una serie di consolidamenti durata quattro giorni e ha spinto la coppia nuovamente nella metà superiore del range in cui è stata scambiata dalla decisione della Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) del 18 febbraio, quando il Kiwi è caduto bruscamente dall’area 0,6050.

La posizione della RBNZ al 2,25% a febbraio continua a pesare sul potenziale di rialzo del dollaro neozelandese. Il tasso aggiornato del governatore Anna Breman ha rinviato il primo aumento possibile al più presto fino alla fine del 2026, ben al di sotto di quanto i trader avevano scontato, e gli swap sugli indici overnight sono scesi di circa otto punti base in risposta. L’opposizione politica alla Reserve Bank of Australia (RBA), che ha alzato i tassi di interesse al 3,85% all’inizio di febbraio, sta crescendo e continua a limitare il potenziale di rialzo del Kiwi. Le forti vendite al dettaglio del quarto trimestre hanno fornito una certa compensazione e hanno mostrato che l’economia stava guadagnando slancio fino alla fine del 2025.

Il rally di mercoledì è stato in gran parte guidato dalla debolezza del dollaro USA. L’indice del dollaro è scivolato sotto 97,80 dopo che il discorso sullo stato dell’Unione del presidente Trump martedì sera non conteneva alcun accenno ad un allentamento della politica tariffaria. Trump ha difeso le tariffe come motore della ripresa economica e ha suggerito che potrebbero eventualmente sostituire le imposte sul reddito, mentre l’amministrazione ha confermato che aumenterà il prelievo globale temporaneo previsto dalla Sezione 122 al 15%. Nel frattempo, la Federal Reserve (Fed) mantiene i tassi di interesse tra il 3,50% e il 3,75%, e i verbali di gennaio mostrano che diversi funzionari hanno discusso la possibilità di aumentare i tassi se l’inflazione rimane al di sopra del target. I colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran previsti giovedì a Ginevra hanno aggiunto ulteriore cautela geopolitica.

Recupero dal fondo dell’intervallo post-RBNZ con l’inversione dello stocastico

La coppia continua a mantenersi al di sopra della media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni in aumento vicino a 0,5920, mantenendo in gioco il trend rialzista più ampio dai minimi di gennaio vicino a 0,5750. L’oscillatore stocastico è tornato al rialzo vicino alla zona ipervenduto dopo aver superato il trend al ribasso all’inizio del mese, suggerendo che lo slancio ribassista a breve termine potrebbe svanire. Un movimento sopra 0,6050 sarebbe il primo segnale di un ritorno degli acquirenti al massimo da inizio anno vicino a 0,6100, mentre un mancato mantenimento sopra 0,6000 riporterebbe l’attenzione su 0,5940 e sull’EMA a 50 giorni.

Grafico giornaliero NZD/USD

Domande frequenti sul dollaro neozelandese

Il dollaro neozelandese (NZD), noto anche come Kiwi, è una valuta di scambio ben nota tra gli investitori. Il suo valore è in gran parte determinato dalla salute dell’economia neozelandese e dalle politiche della banca centrale del paese. Tuttavia, ci sono alcune caratteristiche uniche che possono anche causare uno spostamento del NZD. La performance dell’economia cinese tende a spostare il Kiwi poiché la Cina è il principale partner commerciale della Nuova Zelanda. Le cattive notizie per l’economia cinese probabilmente significheranno meno esportazioni dalla Nuova Zelanda verso il paese, il che ha un impatto negativo sull’economia e quindi sulla valuta. Un altro fattore che muove il NZD sono i prezzi del latte, poiché l’industria lattiero-casearia è la principale esportazione della Nuova Zelanda. I prezzi elevati del latte aumentano le entrate delle esportazioni e contribuiscono positivamente all’economia e quindi al NZD.

La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) mira a raggiungere e mantenere un tasso di inflazione compreso tra l’1% e il 3% nel medio termine, con l’obiettivo di mantenerlo vicino al punto medio del 2%. A tale scopo la banca fissa un livello di tasso di interesse adeguato. Se l’inflazione è troppo alta, la RBNZ aumenterà i tassi di interesse per raffreddare l’economia, ma questa mossa aumenterà anche i rendimenti obbligazionari, aumentando l’attrattiva per gli investitori ad investire nel paese e stimolando così il NZD. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il NZD. Anche il cosiddetto differenziale del tasso di interesse, o il modo in cui i tassi di interesse della Nuova Zelanda si confrontano o dovrebbero confrontarsi con quelli della Federal Reserve statunitense, può svolgere un ruolo chiave nel movimento della coppia NZD/USD.

La pubblicazione di dati macroeconomici in Nuova Zelanda è fondamentale per valutare la situazione economica e può influire sulla valutazione del dollaro neozelandese (NZD). Un’economia forte basata su un’elevata crescita economica, una bassa disoccupazione e un’elevata fiducia è positiva per il NZD. L’elevata crescita economica attrae investimenti esteri e potrebbe incoraggiare la Reserve Bank of New Zealand ad aumentare i tassi di interesse se questa forza economica fosse accompagnata da un aumento dell’inflazione. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che il NZD perda valore.

Il dollaro neozelandese (NZD) tende a salire durante i periodi rischiosi o quando gli investitori ritengono che i rischi complessivi del mercato siano bassi e sono ottimisti riguardo alla crescita. Ciò tende a portare a prospettive più favorevoli per le materie prime e le cosiddette “valute legate alle materie prime” come il Kiwi. Al contrario, il NZD tende a indebolirsi durante i periodi di turbolenza del mercato o di incertezza economica poiché gli investitori tendono a vendere asset più rischiosi e a fuggire verso paradisi sicuri più stabili.

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