Giovedì la coppia EUR/USD scivola, riducendo i guadagni intraday precedenti mentre il rafforzamento del dollaro USA (USD) pesa sull’euro (EUR). Al momento in cui scriviamo, la coppia viene scambiata intorno a 1,1794, lontano dal massimo giornaliero di 1,1829.

Il biglietto verde sta guadagnando terreno dopo i dati settimanali sulle richieste di disoccupazione più forti del previsto, mentre le aspettative in dissolvenza di un imminente taglio dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed) continuano a sostenere il dollaro USA.

I dati pubblicati giovedì hanno mostrato che le richieste iniziali di disoccupazione sono aumentate a 212.000 dalle 208.000 precedenti, sebbene la cifra fosse inferiore alle aspettative di 215.000.

Le richieste di sussidi di disoccupazione continuative sono scese a 1,833 milioni, al di sotto della previsione di 1,86 milioni e in calo da 1,864 milioni. Nel frattempo, la media mobile a quattro settimane è aumentata leggermente a 220,25 mila da 219,5 mila.

I dati indicano una continua resilienza nel mercato del lavoro statunitense e rafforzano l’idea che la Fed può permettersi di rimanere paziente prima di tagliare i costi di finanziamento, soprattutto perché le tendenze dell’inflazione rimangono contrastanti e le pressioni sui prezzi rimangono al di sopra dell’obiettivo del 2%.

Secondo il FedWatch Tool del CME, i mercati sono quasi certi che la Federal Reserve lascerà invariati i tassi di interesse alle riunioni di marzo e aprile. Nel frattempo, la probabilità di un taglio del tasso di 25 punti base a giugno è scesa al 41%, in calo rispetto al 48% di una settimana fa.

La rivalutazione delle aspettative sui tassi di interesse fornisce supporto al dollaro statunitense, nonostante i continui ostacoli strutturali legati all’incertezza della politica commerciale statunitense, alle preoccupazioni sulla credibilità fiscale e alla crescente pressione politica sull’indipendenza della Fed.

L’indice del dollaro statunitense (DXY), che traccia il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di sei principali valute, è scambiato intorno a 97,83, dopo aver recuperato da un minimo intraday di 97,49.

Anche l’euro è sotto pressione dopo che giovedì sono stati pubblicati dati sull’Eurozona inferiori alle attese. La fiducia dei consumatori è rimasta invariata a -12,2 a febbraio, in linea con le aspettative.

Nel frattempo, l’indicatore del sentiment economico è sceso da 99,3 a 98,3, mancando la previsione di 99,8. In peggioramento anche la fiducia delle imprese industriali, scesa da -6,8 a -7,1.

Guardando al futuro, l’attenzione è ora rivolta ai dati dell’indice dei prezzi alla produzione statunitense (PPI) di venerdì per gennaio. Gli analisti prevedono che il PPI principale aumenti dello 0,3% su base mensile, indebolendosi rispetto al precedente aumento dello 0,5%. Su base annua, il PPI dovrebbe indebolirsi dal 3,0% al 2,6%.

(Questo rapporto è stato corretto alle 17:25 GMT del 26 febbraio per chiarire che le richieste iniziali di disoccupazione sono aumentate a 212.000 dalle 208.000 precedenti, anziché diminuire.)

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