Venerdì, mentre scrivo, il cambio USD/CHF viene scambiato intorno a 0,7730, in ribasso dello 0,21% dopo aver registrato leggeri guadagni nella sessione precedente. La coppia si sta indebolendo poiché il franco svizzero (CHF) attira afflussi come rifugio sicuro in un contesto di rinnovate tensioni geopolitiche e continua incertezza sul commercio globale.

Le tensioni rimangono aumentate in Medio Oriente dopo che l’Iran ha dichiarato che non avrebbe consentito le esportazioni di uranio arricchito dal paese. La significativa presenza militare statunitense nella regione sta tenendo i mercati con il fiato sospeso, mentre il presidente Donald Trump avverte che un’azione militare rimane possibile se non viene raggiunto un accordo. Sebbene il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi abbia descritto i colloqui come “i più sostanziali finora”, una fonte che conosce la posizione degli Stati Uniti ha suggerito che Washington rimane insoddisfatta. La prossima settimana sono previste altre riunioni tecniche a Vienna, ma l’incertezza continua a sostenere asset difensivi come il franco svizzero.

Sul piano macroeconomico, gli ultimi dati svizzeri dipingono un quadro contrastante. Il prodotto interno lordo (PIL) della Svizzera è aumentato dello 0,1% su base trimestrale nel quarto trimestre dopo una contrazione rivista dello 0,4% nel terzo trimestre, ma è stato inferiore alle aspettative di un aumento dello 0,2%. Su base annua il Pil è aumentato dello 0,7%, leggermente al di sopra del precedente 0,6%. Nel frattempo, il KOF Swiss Leading Indicator per febbraio si è attestato a 104,2, battendo sia le aspettative che la lettura rivista di 103,3, segnalando un moderato miglioramento delle prospettive economiche.

Da parte statunitense, il dollaro statunitense (USD) fatica a continuare la sua ripresa poiché il contesto commerciale crea ulteriore incertezza. Donald Trump ha annunciato l’intenzione di imporre tariffe globali dal 10% al 15% sulle importazioni dopo una sentenza della Corte Suprema che ha ribaltato il suo precedente sistema tariffario reciproco. Il rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer ha indicato che diversi paesi potrebbero aspettarsi ulteriori aumenti tariffari nei prossimi giorni. Questi annunci mantengono la volatilità e limitano l’attrattiva del dollaro USA.

L’attenzione degli investitori si rivolge ora alla pubblicazione dell’indice dei prezzi alla produzione statunitense (PPI), prevista nel corso della giornata. Il rapporto potrebbe affinare le aspettative riguardo alla posizione politica della Federal Reserve (Fed) e influenzare gli sviluppi dei prezzi a breve termine in USD/CHF.

Prezzo in dollari USA oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate oggi. Il dollaro USA è stato il più forte contro la sterlina britannica.

Dollaro statunitense euro Sterlina inglese Yen giapponese CAD AUD NZD CHF
Dollaro statunitense 0,00% 0,11% -0,09% -0,08% 0,01% 0,02% -0,17%
euro 0,00% 0,10% -0,11% -0,08% 0,00% 0,01% -0,17%
Sterlina inglese -0,11% -0,10% -0,23% -0,18% -0,10% -0,09% -0,27%
Yen giapponese 0,09% 0,11% 0,23% 0,04% 0,12% 0,12% -0,06%
CAD 0,08% 0,08% 0,18% -0,04% 0,08% 0,08% -0,09%
AUD -0,01% -0,01% 0,10% -0,12% -0,08% 0,01% -0,18%
NZD -0,02% -0,01% 0,09% -0,12% -0,08% -0,01% -0,18%
CHF 0,17% 0,17% 0,27% 0,06% 0,09% 0,18% 0,18%

La mappa termica mostra le variazioni percentuali tra le valute più importanti. La valuta di base viene selezionata dalla colonna di sinistra mentre la valuta di quotazione viene selezionata dalla riga superiore. Ad esempio, se selezioni il dollaro USA dalla colonna di sinistra e passi allo yen giapponese lungo la linea orizzontale, la variazione percentuale mostrata nel campo sarà USD (base)/JPY (tasso).

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