La coppia AUD/USD si sta riprendendo dopo il gap ribassista settimanale aperto nell’area 0,7030, o il fondo di un intervallo di tre settimane, e sta risalendo sopra il livello 0,7100 durante la sessione asiatica.

Nonostante la fuga globale verso la sicurezza, il dollaro statunitense (USD), un bene rifugio, fatica a trarre vantaggio dal suo rialzo intraday al livello più alto dal 23 gennaio, tra i timori di stagflazione. L’indice dei prezzi alla produzione statunitense (PPI), pubblicato venerdì, ha ravvivato le preoccupazioni sull’inflazione persistente. Inoltre, il rallentamento della crescita economica crea uno scenario in cui la Federal Reserve (Fed) non può abbassare i tassi di interesse senza aumentare nuovamente l’inflazione o mantenerli senza rallentare ulteriormente l’economia. Ciò, a sua volta, mantiene il dollaro sotto controllo e agisce come un vantaggio per la coppia AUD/USD, data la posizione aggressiva della Reserve Bank of Australia (RBA).

In effetti, i trader stanno ora scontando la possibilità di un altro rialzo dei tassi da parte della RBA a maggio. Le scommesse sono state riaffermate dal caldo rapporto CPI di gennaio pubblicato la scorsa settimana, che mostra il sostegno del dollaro australiano (AUD) e fornisce ulteriore supporto alla coppia AUD/USD. Nel frattempo, un attacco coordinato USA-Israele all’Iran segna una drammatica escalation delle tensioni geopolitiche e continua a pesare sul sentiment degli investitori. Ciò, a sua volta, potrebbe scoraggiare i trader dal piazzare scommesse rialziste aggressive sull’Aussie sensibile al rischio e limitare l’ulteriore apprezzamento della coppia di valute.

Gli operatori ora attendono con ansia la pubblicazione del PMI manifatturiero statunitense ISM, che fornirà un certo slancio più avanti nella sessione nordamericana in vista del discorso di martedì del governatore della RBA Michele Bullock. Il calendario economico di questa settimana include anche la pubblicazione dei dati trimestrali sul PIL australiano, nonché il rapporto ADP sull’occupazione nel settore privato statunitense e l’indice ISM dei responsabili degli acquisti di servizi, previsto per mercoledì. Inoltre, il rapporto sui salari non agricoli degli Stati Uniti (NFP) attentamente seguito potrebbe influenzare la coppia AUD/USD nella seconda metà della settimana, con l’attenzione che rimane sugli sviluppi geopolitici.

La coppia AUD/USD si sta riprendendo dopo il gap ribassista settimanale aperto nell’area 0,7030, o il fondo di un intervallo di tre settimane, e sta risalendo sopra il livello 0,7100 durante la sessione asiatica.

Nonostante la fuga globale verso la sicurezza, il dollaro statunitense (USD), un bene rifugio, fatica a trarre vantaggio dal suo rialzo intraday al livello più alto dal 23 gennaio, tra i timori di stagflazione. L’indice dei prezzi alla produzione statunitense (PPI) pubblicato venerdì ha ravvivato le preoccupazioni sull’inflazione persistente. Inoltre, il rallentamento della crescita economica crea uno scenario in cui la Federal Reserve (Fed) non può abbassare i tassi di interesse senza aumentare nuovamente l’inflazione o mantenerli senza rallentare ulteriormente l’economia. Ciò, a sua volta, mantiene il dollaro sotto controllo e agisce come un vantaggio per la coppia AUD/USD, data la posizione aggressiva della Reserve Bank of Australia (RBA).

In effetti, i trader stanno ora scontando la possibilità di un altro rialzo dei tassi da parte della RBA a maggio. Le scommesse sono state riaffermate dal caldo rapporto CPI di gennaio pubblicato la scorsa settimana, che mostra il sostegno del dollaro australiano (AUD) e fornisce ulteriore supporto alla coppia AUD/USD. Nel frattempo, un attacco coordinato USA-Israele all’Iran segna una drammatica escalation delle tensioni geopolitiche e continua a pesare sul sentiment degli investitori. Ciò, a sua volta, potrebbe scoraggiare i trader dal piazzare scommesse rialziste aggressive sull’Aussie sensibile al rischio e limitare l’ulteriore apprezzamento della coppia di valute.

Gli operatori ora attendono con ansia la pubblicazione del PMI manifatturiero statunitense ISM, che fornirà un certo slancio più avanti nella sessione nordamericana in vista del discorso di martedì del governatore della RBA Michele Bullock. Il calendario economico di questa settimana include anche la pubblicazione dei dati trimestrali sul PIL australiano, nonché il rapporto ADP sull’occupazione nel settore privato statunitense e l’indice ISM dei responsabili degli acquisti di servizi, previsto per mercoledì. Inoltre, il rapporto sui salari non agricoli degli Stati Uniti (NFP) attentamente seguito potrebbe influenzare la coppia AUD/USD nella seconda metà della settimana, con l’attenzione che rimane sugli sviluppi geopolitici.

Prezzo in dollari australiani oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale del dollaro australiano (AUD) rispetto alle principali valute elencate oggi. Il dollaro australiano è stato il più forte rispetto al dollaro neozelandese.

Dollaro statunitense euro Sterlina inglese Yen giapponese CAD AUD NZD CHF
Dollaro statunitense 0,25% 0,26% 0,17% 0,07% 0,22% 0,31% -0,04%
euro -0,25% 0,00% -0,07% -0,18% -0,03% 0,06% -0,29%
Sterlina inglese -0,26% -0,00% -0,08% -0,19% -0,03% 0,06% -0,29%
Yen giapponese -0,17% 0,07% 0,08% -0,08% 0,07% 0,16% -0,19%
CAD -0,07% 0,18% 0,19% 0,08% 0,16% 0,23% -0,11%
AUD -0,22% 0,03% 0,03% -0,07% -0,16% 0,10% -0,26%
NZD -0,31% -0,06% -0,06% -0,16% -0,23% -0,10% -0,35%
CHF 0,04% 0,29% 0,29% 0,19% 0,11% 0,26% 0,35%

La mappa termica mostra le variazioni percentuali tra le valute più importanti. La valuta di base viene selezionata dalla colonna di sinistra mentre la valuta di quotazione viene selezionata dalla riga superiore. Ad esempio, se selezioni il dollaro australiano dalla colonna di sinistra e passi al dollaro statunitense lungo la linea orizzontale, la variazione percentuale mostrata nel campo sarà AUD (Base)/USD (Tasso).

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