Lunedì l’argento (XAG/USD) viene scambiato a circa 95,30 dollari, in rialzo dell’1,68% rispetto alla giornata. Il metallo bianco continua la sua tendenza al rialzo in un contesto di crescente incertezza geopolitica mentre gli investitori cercano beni rifugio sulla scia della guerra in Medio Oriente a seguito degli attacchi coordinati di Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani.

L’escalation militare e la minaccia alle rotte di approvvigionamento energetico portano ad un clima di cautela sui mercati finanziari globali. L’annunciata chiusura dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane accresce le preoccupazioni su un conflitto regionale in corso, che potrebbe far salire i prezzi dell’energia e riaccendere le aspettative di inflazione. In questo contesto, i metalli preziosi, incluso l’argento, beneficiano dei continui afflussi difensivi.

Allo stesso tempo, la recente pubblicazione dell’indice dei prezzi alla produzione statunitense (PPI) ha sollevato preoccupazioni per il protrarsi dell’inflazione. Tuttavia, i mercati si aspettano in gran parte che la Federal Reserve (Fed) lasci invariato il tasso di interesse di riferimento alla riunione di marzo. Le aspettative di un allentamento monetario entro la fine dell’anno e i segnali di un graduale rallentamento economico stanno contribuendo a contenere i rendimenti reali degli Stati Uniti, un fattore di sostegno strutturale per gli asset non redditizi come l’argento.

I timori di un contesto stagflazionistico che combini pressioni inflazionistiche con un rallentamento della crescita continuano a sostenere la domanda di metalli preziosi. Se l’aumento dei prezzi del petrolio aumentasse le aspettative di inflazione mentre aumentassero i rischi di crescita, il margine di manovra della Fed potrebbe ridursi. In questo contesto, l’argento mantiene un solido supporto fondamentale anche in caso di forza temporanea del dollaro statunitense (USD).

Gli investitori stanno ora rivolgendo la loro attenzione ai prossimi comunicati macroeconomici statunitensi, compresi gli indicatori di attività e il rapporto sull’occupazione, che potrebbero influenzare le aspettative di politica monetaria. Tuttavia, nel breve termine, l’andamento del prezzo dell’argento (XAG/USD) continuerà a essere determinato principalmente dagli sviluppi geopolitici e dall’intensità della domanda di beni rifugio sui mercati globali.

Analisi tecnica dell’argento

Sul grafico a 4 ore, la coppia XAG/USD viene scambiata a 95,29$. L’orientamento a breve termine rimane rialzista poiché il prezzo rimane ben al di sopra delle medie mobili semplici (SMA) a 50 e 100 periodi in aumento, che sono in inclinazione verso l’alto e confermano un forte slancio rialzista. Il metallo rispetta inoltre una linea di tendenza di supporto ascendente proveniente da 72,34 dollari, rafforzando la struttura rialzista più ampia nonostante la recente volatilità. Il Relative Strength Index (RSI) si aggira intorno ai 60, mostrando un forte slancio rialzista senza stress estremo di ipercomprato, limitando i pullback all’interno del trend rialzista prevalente.

La resistenza immediata è vista a 96,62 dollari, dove si trova un recente aumento, e una rottura al di sopra di quest’area aprirebbe la strada a nuovi massimi oltre l’area di 97,00 dollari. Sul lato negativo, il supporto iniziale si forma intorno ai 94,00 dollari, appena sopra il supporto orizzontale notato a 92,00 dollari, prima che la SMA a 50 periodi in aumento e la linea di tendenza sottostante formino una zona di domanda chiave. Una chiusura di quattro ore sotto i 92,00 dollari indebolirebbe le prospettive rialziste e rivelerebbe ritracciamenti più profondi verso la metà degli anni 80, dove la SMA a lungo termine a 100 periodi fornisce ulteriore supporto strutturale.

(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)

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