Il Dow Jones Industrial Average è sceso di circa un quinto di punto percentuale nel momento in cui scrivo lunedì. L’S&P 500 è rimasto pressoché invariato, mentre il Nasdaq Composite è diventato verde per la giornata. Tutti e tre gli indici hanno registrato un rimbalzo significativo dai minimi: il Nasdaq è sceso fino all’1,6% all’inizio della sessione, mentre l’S&P 500 e il Dow sono scesi ciascuno di circa l’1,2% nei momenti peggiori.
I prezzi del petrolio salgono, l’oro sale e il VIX sale
Lunedì l’escalation del conflitto USA-Iran sarà l’argomento dominante sui mercati. Durante il fine settimana, gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi coordinati contro l’Iran in un’operazione denominata “Furia Epica” che ha ucciso il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei. L’Iran ha risposto con attacchi alle basi americane in Medio Oriente, uccidendo tre soldati americani. Il petrolio greggio West Texas Intermediate (WTI) viene scambiato a circa 72 dollari al barile, in aumento di circa l’8% rispetto al prezzo di chiusura di venerdì di circa 67 dollari. Il petrolio greggio Brent ha toccato un nuovo massimo di 52 settimane sopra i 78 dollari. L’aumento riflette i timori di interruzioni delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, dove i giganti del trasporto di container hanno già sospeso le operazioni e dirottato le navi. L’oro sta prendendo una forte richiesta di rifugio sicuro, scambiando vicino a 5.400 dollari l’oncia, in rialzo di oltre il 2% nel corso della giornata. L’indice di volatilità CBOE (VIX) è aumentato di circa il 19% a circa 23,6, il suo livello più alto finora nel 2026, al di sopra della sua media a lungo termine di circa 20.
I titoli della difesa salgono, le compagnie aeree e le compagnie di viaggio sono sotto pressione
È una storia di due settori. I titoli della difesa sono in forte espansione: Lockheed Martin (LMT) è salito di oltre il 3%, Northrop Grumman (NOC) è salito di circa il 4% e RTX (RTX) ha registrato un rialzo simile. Il produttore di droni AeroVironment (AVAV) è cresciuto di oltre il 10%. Gli investitori scommettono che il conflitto si rifletterà direttamente in un’accelerazione della spesa pubblica per la difesa. D’altro canto, i titoli dei viaggi e delle compagnie aeree sono sotto pressione. United Airlines (UAL) è in calo di oltre il 5%, con American Airlines (AAL) e Delta Air Lines (DAL) che hanno registrato cali simili. Le catene alberghiere Marriott International (MAR) e Hilton Worldwide (HLT) sono entrambe in calo, mentre anche le piattaforme di prenotazione Expedia (EXPE) e Booking Holdings (BKNG) avvertono una significativa pressione di vendita a causa del conflitto che ha colpito il turismo globale e cancellato i voli verso destinazioni del Medio Oriente.
I produttori di energia si stanno riprendendo a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio
L’aumento dei prezzi del petrolio porta direttamente ai profitti per i produttori di energia. Exxon Mobil (XOM) è in rialzo di circa il 4%, Chevron (CVX) di circa il 3% e ConocoPhillips (COP) di oltre il 5%. Anche le scorte di navi cisterna stanno aumentando in previsione di rotte marittime più lunghe: Frontline (FRO) è cresciuta di oltre il 5%, DHT Holdings (DHT) è cresciuta del 7% e International Seaways (INSW) è cresciuta del 6%. La grande domanda per i mercati da qui è se l’aumento dei prezzi del petrolio porterà a una nuova ondata di preoccupazioni sull’inflazione che complicheranno la posizione sui tassi della Federal Reserve (Fed). I mercati dei tassi attualmente scontano una probabilità del 96% circa che la Fed mantenga i tassi stabili al 3,50-3,75% nella riunione di marzo, e l’aumento dei prezzi dell’energia dà ai politici ancora meno ragioni per tagliare i tassi in tempi brevi.
Nvidia punta molto sulla fotonica con un investimento di 4 miliardi di dollari
Nelle notizie aziendali al di fuori del caos geopolitico, Nvidia (NVDA) ha annunciato che sta investendo 2 miliardi di dollari ciascuno in Lumentum Holdings (LITE) e Coherent (COHR) come parte di partnership strategiche pluriennali focalizzate sulla tecnologia fotonica avanzata per i data center AI di prossima generazione. Sia Lumentum che Coherent sono aumentati di oltre il 7% nel trading pre-mercato alla notizia, anche se i guadagni si sono moderati con il procedere della sessione. Nvidia stessa è scambiata in ribasso nel corso della giornata come parte di una più ampia avversione al rischio, sebbene l’investimento sia visto positivamente a causa delle sue ambizioni in materia di infrastruttura AI. La tecnologia fotonica basata sulla luce è sempre più considerata cruciale per scalare le reti di intelligenza artificiale e ridurre i vincoli energetici nei data center.
L’indice ISM dei responsabili degli acquisti manifatturieri rimane in territorio di espansione
In termini di dati, l’indice dei responsabili degli acquisti manifatturieri (PMI) dell’Institute for Supply Management (ISM) era pari a 52,4 a febbraio, leggermente al di sotto del valore di 52,6 di gennaio, ma ancora ben in territorio di espansione. È il secondo mese consecutivo che il settore manifatturiero si espande, solo la terza volta in 40 mesi. I nuovi ordini sono arrivati a ben 55,8, in calo rispetto ai 57,1 di gennaio, ma continuano a mostrare una domanda solida. Vale la pena tenere d’occhio i sottoindici Prezzi e Forniture dei fornitori nelle prossime settimane, in particolare se l’aumento dei prezzi del petrolio continua: costi di produzione più elevati e potenziali interruzioni dell’offerta potrebbero avere un impatto sul settore manifatturiero e complicare il quadro dell’inflazione all’inizio del secondo trimestre.
Grafico giornaliero del Dow Jones
Domande frequenti sul Dow Jones
Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi del mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L’indice è ponderato per il prezzo e non per la capitalizzazione. Si calcola sommando i prezzi dei singoli titoli e dividendoli per un fattore, che attualmente è 0,152. L’indice è stato fondato da Charles Dow, fondatore anche del Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per non essere sufficientemente rappresentativo, poiché riflette solo 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l’S&P 500.
Molti fattori diversi determinano il Dow Jones Industrial Average (DJIA). La performance complessiva di ciascuna società, divulgata nelle relazioni trimestrali sugli utili delle società, è la più importante. Anche i dati macroeconomici statunitensi e globali contribuiscono poiché influiscono sul sentiment degli investitori. Anche il livello dei tassi di interesse fissati dalla Federal Reserve (Fed) influenza il DJIA perché influisce sul costo del denaro, sul quale molte aziende fanno molto affidamento. Pertanto, l’inflazione può essere un fattore importante, tra gli altri parametri che influenzano le decisioni della Fed.
La Teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per identificare il trend primario del mercato azionario. Un passo importante è confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) e del Dow Jones Transportation Average (DJTA) e monitorare solo le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. Il volume è un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi di analisi picco-valle. La teoria di Dow presuppone tre fasi di tendenza: accumulazione, quando il denaro intelligente inizia a comprare o vendere; partecipazione pubblica, quando partecipa il grande pubblico; e distribuzione quando il denaro intelligente scompare.
Esistono diversi modi per commerciare con il DJIA. Uno è quello di utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo invece di dover acquistare azioni di tutte le 30 società coinvolte. Un esempio lampante è l’ETF SPDR Dow Jones Industrial Average (DIA). I contratti futures DJIA consentono ai trader di speculare sul valore futuro dell’indice e le opzioni danno il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’indice in futuro a un prezzo predeterminato. I fondi comuni di investimento consentono agli investitori di acquistare una parte di un portafoglio diversificato di azioni DJIA, fornendo esposizione all’indice complessivo.















