Martedì le azioni asiatiche sono state scambiate per lo più in ribasso poiché i trader rimangono preoccupati per le crescenti tensioni in Medio Oriente. Le azioni sudcoreane, il benchmark Kospi, sono scese fino al 6,9% sulla propensione al rischio, il massimo dall’agosto 2024. Il Nikkei 225, il benchmark del Giappone, è sceso del 3,15% a 56.222.

Nel fine settimana gli Stati Uniti e Israele hanno preso di mira la massima leadership e le infrastrutture nucleari dell’Iran. Lunedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i combattimenti in Iran continueranno finché gli obiettivi americani non saranno raggiunti.

L’Iran ha lanciato attacchi missilistici e droni di ritorsione contro il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e l’ambasciata americana a Riyadh, in Arabia Saudita. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato martedì che le persone impareranno presto quali saranno le ritorsioni per un attacco all’ambasciata americana a Riad e per la morte del personale militare americano durante il conflitto con l’Iran.

Martedì anche i mercati azionari cinesi sono stati sotto una certa pressione di vendita: lo SHANGHAI, l’indice azionario più importante della Cina, è sceso dello 0,91% a 4.145. Nel frattempo, la Borsa di Shenzhen è scesa del 2,25% a 14.138. La Borsa di Hong Kong è scesa dello 0,87% a 25.835.

Domande frequenti sulle azioni asiatiche

L’Asia contribuisce per circa il 70% alla crescita economica globale ed è sede di numerosi importanti indici del mercato azionario. Tra le economie sviluppate della regione spiccano il Nikkei giapponese – che rappresenta 225 società alla Borsa di Tokyo – e il Kospi sudcoreano. La Cina ha tre indici principali: Hong Kong Hang Seng, Shanghai Composite e Shenzhen Composite. Essendo un importante mercato emergente, anche le azioni indiane attirano l’attenzione degli investitori, che investono sempre più in società degli indici Sensex e Nifty.

Le principali economie asiatiche sono diverse e ciascuna ha settori specifici a cui prestare attenzione. Le società tecnologiche dominano gli indici in Giappone, Corea del Sud e, sempre più, in Cina. I servizi finanziari includono i principali mercati azionari come Hong Kong e Singapore, considerati importanti hub del settore. La produzione è ampia anche in Cina e Giappone, con una forte attenzione alla produzione automobilistica o all’industria elettronica. Anche la crescente classe media in paesi come Cina e India attribuisce sempre più importanza alle aziende che si concentrano sul commercio al dettaglio e sull’e-commerce.

Molti fattori diversi determinano gli indici dei mercati azionari asiatici, ma il fattore principale che ne determina la performance sono i risultati aggregati delle singole società pubblicati nelle loro relazioni sugli utili trimestrali e annuali. Anche i fondamentali economici di ogni paese, così come le decisioni delle sue banche centrali o le politiche finanziarie del suo governo, sono fattori importanti. In un senso più ampio, anche la stabilità politica, il progresso tecnologico o lo Stato di diritto possono avere un impatto sui mercati azionari. Anche la performance degli indici azionari statunitensi gioca un ruolo, con i mercati asiatici che nella maggior parte dei casi prendono il comando rispetto alle azioni di Wall Street da un giorno all’altro. Infine, anche la propensione generale al rischio nei mercati gioca un ruolo, poiché le azioni sono considerate un investimento rischioso rispetto ad altre opzioni di investimento come i titoli a reddito fisso.

Investire in azioni è intrinsecamente rischioso, ma investire in azioni asiatiche comporta rischi specifici della regione che devono essere presi in considerazione. I paesi asiatici hanno un’ampia gamma di sistemi politici, dalle democrazie totali alle dittature, quindi i loro requisiti di stabilità politica, trasparenza, stato di diritto o governance aziendale possono variare in modo significativo. Eventi geopolitici come controversie commerciali o conflitti territoriali, nonché catastrofi naturali, possono portare alla volatilità dei mercati azionari. Inoltre, le fluttuazioni valutarie possono avere un impatto anche sulla valutazione dei mercati azionari asiatici. Ciò è particolarmente vero per le economie orientate all’esportazione, che tendono a soffrire di una valuta più forte e a beneficiare di una valuta più debole poiché i loro prodotti diventano più economici all’estero.

Collegamento alla fonte